Intervista alla poetessa Antonella Laviola: trasformare il dolore in gioia del creare

Intervista alla poetessa Antonella Laviola: trasformare il dolore in gioia del creare

 
Antonella Laviola è una poetessa romana che ha vinto numerosi premi di poesia sia nazionali che internazionali. E’ stata inserita in Wikipoesia, la prima enciclopedia online che ospita i maggiori poeti italiani contemporanei. 
D. La tua poesia è fresca, cristallina come una piccola cascata in un bosco. Ma tu, da dove prendi l’ispirazione?

R. Sicuramente dal mio mondo interiore. A volte guardo qualcosa vicino a me e istantaneamente si concatenano tante immagini e un desiderio irrefrenabile di comunicarle.
 
D. Cé anche tanta affinità per le persone a cui dedichi le tue poesie. Posso considerarti  la poetessa dell’affinità?
R. Non so, vedi tu.. Sicuramente sono animata da molto amore verso gli altri, verso tutte le forme di vita ed essenzialmente nutro un amore viscerale nei confronti della vita a cui ho dedicato numerose poesie.
 
D. Dice il filosofo ed umanitario L.Ron Hubbard ne” La gioia del creare “: 
“Imponiti di sorridere e presto smetterai di essere accigliato.
Imponiti di ridere e presto troverai qualcosa per cui ridere…..nella vita la gioia più grande che c e e creare!” La poesia ha questo effetto su di te? C’è gioia nel tuo creare?
R. Indubbiamente c’é  gioia nel creare in me che si manifesta nel trasformare il dolore.il negativo.la sofferenza in spunti di creazione che diventano speranza, positività . Questa è una mia metamorfosi che è avvenuta nel corso degli anni. Nell’ età giovanile le mie poesie manifestavano profondissima sofferenza e le immagini erano cupe e intense. Ora la mia evoluzione spirituale mi ha portato  a vedere il bello e il positivo in ogni cosa. nonostante tutto.
 
D. Quando e perché hai cominciato a scrivere poesia?
R. Ho cominciato a 16 anni. in piena e dolorosissima adolescenza. Penso di aver cominciato a scrivere poesia per il desiderio irrefrenabile di esprimere me stessa e il mio rapporto anche esso doloroso con il mondo esterno e le persone,
In questo senso la poesia mi ha salvato.
 
D. A cosa stai lavorando in questo momento?
R. Più che altro sto facendo un lavoro di “raccolta”: nel senso che sto inviando le mie poesie a case editrici  per un’ eventuale pubblicazione gratuita che rappresenterebbe un riconoscimento ufficiale del mio valore artistico .Ciò non toglie che il”sacro fuoco” dell’ arte non mi colga  improvviso. Il scrivere diventa allora impellente come mi è successo giorni fa, di mattina presto, che ho scritto una poesia sul mare.
 
D.Grazie-