Aprile 18, 2026

Margarita, il cocktail a cui non si può dire di no, impara con la FBS di Roma

Cocktail preferito di Jack Kerouac, gli americani lo amano così tanto da dedicargli una giornata tutta sua il 22 febbraio: il “National Margarita Day”.
Ma il Margarita è originario del Messico, considerato anche che il suo distillato principale è la tipica tequila, ed è stato così apprezzato da definirlo “bebida national”, un bel risultato, no?

Ma la sua diffusione non si è fermata al continente americano e al giorno d’oggi è uno dei cocktail più riconosciuti e famosi.

Il Margarita, che vuol dire perla in spagnolo, fa parte della categoria dei sour: drink preparati con distillato, succo e correttore. Il risultato è un sapore erbaceo, deciso e allo stesso tempo piacevole e rinfrescante, in un perfetto equilibrio agrodolce.

Sono in molti a contendersi la paternità di tale drink; una delle più credibili è quella di Danny Herrera, che ideò per primo il cocktail nel ristorante del ranch “La Gloria”. Era il 1938 ed il Margarita venne preparato appositamente per la giovane attrice Marjorie King, che era allergica a qualsiasi distillato che non fosse la tequila.
L’attrice apprezzò molto, ma il giovane bartender non ottenne più di un sorriso. Al contrario, negli anni successivi questo modo più sofisticato di bere la tequila divenne molto popolare, così come la storia, tanto che uno degli slogan usati fu “Margarita: more than a girl’s name”.

Un’altra possibile versione è quella che vede Salvador Negrete, un altro barman che nel 1936 al bar del Garci Crispo Hotel, durante il matrimonio del fratello, presentò il cocktail alla sua nuova cognata Margherita come regalo di nozze.

Ma come si prepara questo drink? In modo abbastanza semplice.

Servono 3,5 cl di tequila, 2 cl di triple sec e 1,5 di succo di lime o limone.
Poi raffreddare una coppa Margarita con del ghiaccio, svuotarla e bagnare leggermente il bordo del bicchiere con una fetta di limone. Immergere il bordo del bicchiere nel sale e girarlo in fretta per far cadere tutto il sale in eccesso, poi prendere uno shaker, aggiungere il ghiaccio e gli altri ingredienti, agitare un po’ ed infine versare il contenuto nel bicchiere, filtrandolo.

Negli anni seguenti sono state create numerose varianti, una molto popolare è il “Frozen Margarita”, super dissetante e freschissimo, tanto che gli americani sono soliti berlo anche durante i pasti. Per questa preparazione basta versare gli ingredienti precedenti più il ghiaccio dentro ad un frullatore, dare qualche colpetto e poi versare il tutto.

Un’altra è il “Tommy’s Margarita”, servito per la prima volta nel 1980 nel Tommy’s Restaurant and World’s Best Tequila Bar di San Francisco, da Julio Bermejo. Questa variante prevede la sostituzione del triple sec con lo sciroppo d’agave, e per questo la qualità di tequila da utilizzare dovrà essere delle migliori, ed infine si aggiunge il succo di lime filtrato.
Il successo è immediato e oggi al Tommy’s restaurant è possibile trovare la più grande selezione di tequila di tutti gli Stati Uniti.

Da non dimenticare che il Margarita è anche uno di quei cocktail che si abbinano bene al cibo, soprattutto quello piccante e grasso (sarà per questo che gli americani lo amano così tanto?) quindi non temete e provate a fare abbinamenti, magari con fritture e perché no? Proprio cucina messicana.

Il Margarita è uno dei drink che potrai imparare a preparare frequentando un corso barman Roma offerto dalla FBS di Roma, la scuola barman Roma che ad oggi vanta esperienza e competenza.
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