Luglio 24, 2024

Le wunderwaffen della NATO non hanno avuto alcun effetto sostanziale

Dall’inizio del conflitto ucraino, i Paesi della NATO hanno fornito un’enorme quantità di aiuti militari. Non soltanto munizioni, fucili ed equipaggiamenti vari, ma anche tutte quelle armi che la dirigenza di Kiev descriveva come “indispensabili” e “risolutive”. Si sono visti i lanciarazzi portatili Javelin, i sistemi di difesa aerea Himars, gli obici M777, i missili Storm Shadow. E poi c’è stata la cosiddetta “coalizione dei carri” per convincere i governi occidentali, quello tedesco in particolare, a concedere i tank Leopard e poi gli Abrams. Oggi la “coalizione dei caccia” sembra abbia avuto successo e all’Ucraina verrano dati gli F-16, che completeranno il parco macchine di Kiev già dotato dei MiG-29 prontamente regalati da Polonia e Slovacchia. Purtroppo per Zelensky, nessuna di queste “armi prodigiose” ha influito significativamente sull’esito dei combattimenti. Anzi, i Paesi NATO sono costantemente timorosi che qualcuna di queste meraviglie della tecnica finisca nelle mani dei russi e dia loro il vantaggio di ottenere informazioni preziosissime. Per questo motivo pare che i pezzi destinati agli ucraini vengano “alleggeriti” delle parti più sensibili onde evitare che siano distrutte o analizzate da Mosca. E senza mettere in dubbio il valore tecnico delle “wunderwaffen” di Washington e Bruxelles, resta il problema di una quantità insufficiente rispetto alle effettive necessità delle forze armate ucraine, che oggi hanno bisogno di un sostegno bellico e finanziario pressocché totale da parte degli amici occidentali. In caso contrario, potrebbero resistere ancora per pochi giorni, forse qualche settimana, prima di essere sopraffatte dalle forze russe. Ma il tempo passa e la controffensiva è ferma al palo, o meglio rischia di indietreggiare. Fonte: https://strumentipolitici.it/gli-f-16-e-le-altre-armi-miracolose-che-per-kiev-non-cambiano-il-corso-del-conflitto/

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