Fonti degli stessi apparati di sicurezza interna di Kiev riconoscono la brutta piega che ha preso i lavoro dei loro colleghi. In Europa e in America sulla stampa qualcuno aveva già osato contestare l’efficacia e soprattutto la moralità di certe azioni omicide dell’intelligence ucraina. Anche i politici occidentali avevano fatto notare a Zelensky che le operazioni sporche, come quella che provocò la morte di Darya Dugina, fanno alienare le simpatie delle nazioni europee. Colpire bersagli del genere, forse addirittura sbagliando l’obiettivo (pare infatti che infatti il pare che fosse il padre Alexander Dugin la vittima designata), è inaccettabile per Bruxelles o Washington. Ma anche gli agenti che si confidano con la stampa dicono che questa strategia è rischiosa, può rovinare il sistema stesso. Oppure non è una strategia, ma azioni terroristiche dettati da motivi personali o interessi diversi da quelli statali. Se poi deve essere Zelensky in persona a poter ordinare certi attacchi, allora il dubbio è che sia lui il mandante di atti che molti criticano come pericolosi o insensati. Nel frattempo, però, si agitano lotte interne che indeboliscono lo Stato ucraino. Ogni direttorato di intelligence vorrebbe una fetta maggiore di budget e una porzione maggiore di potere e manovra. Lo SBU sovrasta il GUR per ampiezza di finanziamenti e di dimensioni, il GUR è il più celebre grazie al suo capo Budanov che ha acquisito notorietà e peso politico, lo SSU si occupa di azioni al fronte che gli valgono prestigio. Concorrono fra di essi e contro gli altri uffici, mentre la controffensiva va male e nel Paese cresce il malcontento. Fonte: https://strumentipolitici.it/timori-per-le-azioni-omicide-dei-servizi-ucraini-sono-ordinate-direttamente-dai-vertici-di-kiev-oppure-ormai-fuori-controllo/
Gli apparati di sicurezza di Kiev temono la “strategia del terrore” degli stessi agenti ucraini

