Luglio 21, 2024

Caccia da combattimento per Zelensky: pochi, tardi e piloti da addestrare

Zelensky ha effettuato un giro di alcune capitali europee e al suo ritorno ha affermato di aver ottenuto un grande successo: la fornitura degli aerei da caccia americani F-16 e di quelli svedesi Gripen. Sulla carta è tutto vero, ma passando alla pratica emerge una serie di problemi veramente pesanti. Anzitutto, il premier svedese non ha esattamente firmato un accordo di fornitura dei suoi jet “Gripen” maneggevoli e altamente efficaci. Ha solamento detto che si può ragionare sull’eventualità del prestito di alcuni velivoli. Inoltre, dopo che Zelensky è ripartito, si è affrettato a precisare che è in primo luogo la Svezia ad avere bisogno dei suoi aerei per la difesa del territorio nazionale, dato che è molto estesa e che non è ancora entrata nella NATO. Per quanto riguarda gli F-16, invece, qui il problema è di carattere sia numero sia cronologico. Questi aerei sono sempre stati presentati come “decisivi” dai vertici politici e militari di Kiev. Ma quanti ne servono per risultare “decisivi”? Danimarca e Olanda ne daranno alcune decine e non tutti subito, ma scaglionato nell’arco di molti mesi. Come si può sperare in questo modo di togliere ai russi la supremazia nello spazio aereo? Ma soprattutto con quali piloti? Quelli ucraini, pur validi e professionali, necessitano di molte settimane di addestramento per poter manovrare gli F-16 in maniera efficace. Mandarli allo sbaraglio è impensabile. Però con tali tempistiche si sfora ampiamente l’orizzonte della controffensiva in corso. Si possono preparare le azioni del prossimo inverno, ma da qui a fine 2023 lo scenario potrebbe cambiare profondamente – e gravemente in peggio – per le forze ucraine. Fonte: https://strumentipolitici.it/il-fallimento-di-zelensky-sui-caccia-pochi-e-non-operativi/

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