Aprile 15, 2024

Diana Bracco: il polittico agostiniano di Piero della Francesca al Museo Poldi Pezzoli di Milano

di Sara Fusco Apr3,2024 #Diana Bracco
Diana Bracco

La Fondazione Bracco, presieduta da Diana Bracco, è stata protagonista di un evento culturale di portata internazionale: la mostra “Piero della Francesca. Il polittico agostiniano riunito” presso il Museo Poldi Pezzoli di Milano.

Diana Bracco

Polittico agostiniano, Diana Bracco: una visione di bellezza e preveggenza

La Presidente Diana Bracco ha espresso profondo orgoglio per questo progetto, riconoscendo nel polittico agostiniano non solo un’opera d’arte di incommensurabile valore ma anche un simbolo di preveggenza artistica. La capacità di Piero della Francesca di trasmettere, attraverso le sue figure, un’aura che anticipa correnti e stili di epoche successive è uno degli aspetti che più affascinano la Presidente. L’arcangelo San Michele, in particolare, viene citato come esempio emblematico di questa visionarietà, evocando paragoni con opere di Casorati e Campigli per la sua straordinaria aura. La mostra, che ha riunito per la prima volta in 555 anni il capolavoro di Piero della Francesca, è frutto dell’impegno congiunto di esperti di fama internazionale e rappresenta un’occasione unica per ammirare insieme tutte le tavole del polittico, alcune delle quali erano disperse o considerate perdute. L’esposizione è stata resa possibile grazie ad Alessandra Quarto, Direttore del Museo Poldi Pezzoli, e al lavoro di Machtelt Brüggen Israëls e Nathaniel Silver, che hanno proposto una nuova ricostruzione del polittico basata sulle ultime ricerche.

Bellezza, scienza e benessere: Diana Bracco e l’impegno della Fondazione

Ma l’interesse di Diana Bracco e della Fondazione va oltre l’aspetto puramente estetico e culturale dell’opera. Vi è una profonda convinzione che la bellezza e la scienza possano convergere in un binomio virtuoso a beneficio della salute e del benessere psicologico delle persone. In questo contesto, la Fondazione Bracco si distingue per l’applicazione di avanzate tecniche diagnostiche non invasive all’analisi delle opere d’arte, un approccio che permette di svelarne i segreti senza comprometterne l’integrità. Il contributo della Fondazione alla mostra va visto in questa luce: un impegno non solo a promuovere la cultura e l’arte, ma anche a esplorare come la scienza possa arricchire la nostra comprensione del bello e, di conseguenza, influenzare positivamente la salute umana. La collaborazione con esperti del calibro della dottoressa Castiglioni nel campo delle analisi diagnostiche rappresenta un esempio concreto di come arte e scienza possano unirsi per scopi maggiori.

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