Luglio 13, 2024

Franco Scardova: dedico la mia arte fotografica all’universo-natura e alla sua magia di grande bellezza

Franco Scardova si è messo alla prova nel tessere e intessere un progetto fotografico curato dalla dottoressa Elena Gollini, che si inserisce nell’alveo di quelle che sono le tematiche designate da due eventi di risonanza mondiale, precisamente il Festival della Fotografia Europea a Reggio Emilia e il Fuorisalone Milano. Attingendo da questa tematica attualissima, che mette al centro come protagonista la natura, è stato improntato un discorso di ragguardevole significato concettuale e simbolico, che va proprio di pari passo con tutto ciò che ruota attorno alla visione ecologica e alla prospettiva di educazione ambientale, adesso più che mai sentita e meritevole di considerazione da parte di tutta quanta l’opinione pubblica. La dottoressa Gollini ha sottolineato a tal proposito: “A fronte di questa tematica scelta ad hoc da due manifestazioni così autorevoli e così accreditate a livello mondiale, abbiamo valutato insieme a Franco di fare una progettazione dedicata ad affiancare questo potente e incisivo messaggio socialmente e collettivamente efficace, per offrire un contributo di supporto e di sostegno simbolico a una giusta causa da perorare in assoluto. Franco è da sempre anche un fotografo di tradizione naturalistica e paesaggistica, che ha compiuto una ricerca accurata e approfondita sia verso il contesto naturale e ambientale circostante, sia verso ambiti e luoghi esterni, nei numerosi viaggi che ha intrapreso, sempre pronto a immortalare con il suo scatto d’autore immagini di particolare intensità. È quindi stato per lui tutto molto autentico e spontaneo come incipit e input creativo”.

Ciò che apprezzo del suo operato artistico è quella speciale delicatezza aggraziata, quella garbata sobrietà, quella elegante e raffinata pacatezza essenziale e minimalista, che si traduce in una proiezione sempre pulita, senza artifici e senza distorsioni artefatte, senza alterazioni verosimili e senza orpelli ridondanti falsati. La sua è una fotografia purificata da ogni tipo di ingerenza fuorviante e fittizia, per preservare quella forma di incontaminata e incondizionata bellezza, proprio come si deve fare con la natura, che va protetta e custodita nella sua virtuosa grande bellezza. Ecco, perché considero Franco molto coerente nel suo pensiero creativo con quell’ideale fondamentale di rispetto e difesa, che ciascuno deve coltivare a partire dal proprio habitat naturale circostante e spaziando poi ovunque, perché anche le nuove generazioni possano avere un esempio positivo di consapevolezza responsabile e possano recuperare e rimediare ai gravi errori e sbagli commessi nel passato e nel presente. Il futuro del Pianeta va edificato e rafforzato facendo leva proprio su questo ideale imprescindibile, racchiuso anche nel suo progetto fotografico”.

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