Criptovalute ancora imprigionate nel loro inverno gelido

Criptovalute ancora imprigionate nel loro inverno gelido

Non c’è verso per il settore delle criptovalute di riprendersi dal tracollo innescato poche settimane fa dalla bancarotta FTX. La cosa che preoccupa di più gli investitori è che i segnali che si vedono all’orizzonte non sono affatto positivi.

Cosa accade alle criptovalute

Sembrano passati anni da quando il Bitcoin era schizzato oltre la quota di 60 mila dollari, toccando addirittura un picco intraday di 68 mila. Eppure accadeva soltanto a novembre 2021, come si può vedere aprendo la piattaforma Pocket Option (nuovo link).
Da allora in poi però, il mercato ha vissuto fasi per lo più ribassiste, sfociate talvolta in veri e propri tracolli.

La guerra in Ucraina e le incertezze legate all’economia hanno cominciato a picconare la propensione al rischio e alla speculazione sui mercati. Ma il colpo più duro alle criptovalute è arrivato proprio dall’interno del mercato. Dagli scandali e dei crac finanziari delle principali piattaforme di Exchange, ultimo dei quali Ha riguardato la piattaforma FTX.

Numeri drammatici

Qualche numero aiuta a testimoniare l’inverno gelido che sta vivendo il settore delle criptovalute.
Secondo un calcolo, l’intero settore ha perso fino a 2000 miliardi di dollari di valore. Il già citato un Bitcoin ad esempio ha perso il 75% rispetto al suo picco massimo, ed oggi fa fatica a superare anche i 17000 dollari.

Perdite analogamente pesanti le hanno vissute anche Ethereum, Ripple e Cardano, che addirittura in un anno e mezzo ha perso il 90%, come si vede sul broker Quotex opzioni binarie.
A questi numeri bisogna aggiungere quelli terribili delle piattaforme di Exchange. I 30 miliardi del crack di FTX, pure i 3,6 miliardi che sono stati divisi investiti in una sola settimana su Binance. Ma anche il crollo del 85% di Coinbase.

Ottimisti e pessimisti

Anche se c’è chi ritiene che questi tracolli possano essere l’occasione per ripulire il settore e farlo rinascere più forte di prima, la maggior parte non concorda con questa visione ottimistica. C’è chi prevede infatti che questo shock avrà ripercussioni molto a lungo.