Aprile 18, 2026

Congo e Ruanda: accuse reciproche e raid sanguinosi

Ci sono stati di recenti nuovi e pesanti scontri tra le FARDC, le Forze armate della Repubblica Democratica del Congo, e gruppi di combattenti che si presume appartengano all’M23; le ostilità sono avvenute nella provincia di Kivu (territorio di Rutshuru) e fino al territorio di Nyiragongo. Ora il Congo accusa il Ruanda di appoggiare i ribelli. Ma le accuse sono reciproche: lo stesso M23 e pure il governo ruandese dicono che l’esercito congolese collabora con le “forze democratiche per la liberazione del Ruanda”. E proprio in questi giorni infuriano le proteste: i manifestanti sventolano striscioni nazionalistici in cui affermano che “nessun centimetro del Congo verrà occupato dal Ruanda” e chiedono l’espulsione dell’ambasciatore ruandese. Si sentono anche slogan contro Paul Kagame, presidente ruandese, e a favore delle FARDC. Le relazioni fra i due Paese sembrano essersi normalizzate dopo l’elezione nel 2019 di Felix Tshisekedi alla presidenza del Congo, ma i ribelli dell’M23 hanno fatto nuovamente precipitare le cose. Il capo della Croce Rossa di Bulongo Sahani Kambale comunica esservi stato qualche giorno fa un raid nell’est del Congo, in cui sono morte 16 persone e vi sono stati anche feriti e auto date alle fiamme. Questo genere di azioni si ripetono da anni senza via di uscita: il gruppo combattente dell’ADF è stato già accusato dell’uccisione di migliaia di civili nell’est della Repubblica Democratica del Congo. La situazione tra le FARC ed M23 deve essere monitorata e si stanno effettuando grossi sforzi per aiutare le vittime del conflitto. Per la Chiesa cattolica l’ADF è colpevole della morte di 6mila civile, mentre il monitor statunitense Kivu Security Tracker (KST) ha registrato più di 1200 vittime nella sola zona di Beni.

Fonte: https://strumentipolitici.it/rapporti-tesi-e-reciproche-accuse-tra-congo-e-ruanda/

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