Yuri Salvatore:

Napoli e i figli dei suoi figli:Yuri Salvatore, figlio di Federico Salvatore, popolarissimo cantautore e cabarettista partenopeo, oltre a portare avanti la strada musicale, ha intrapreso da tempo un percorso, quello dell’attore audiovisivo, formando la sua prima compagnia di voci. un progetto nato in piena emergenza, nel 2020, e che pian piano ha preso forma, scatenando la curiosità del pubblico virtuale e reale.

L’idea di Yuri, è quella di riproporre versione contemporanea dello “sceneggiato radiofonico”che radio rai, lanciava negli anni 60-70. anche se come ci ha ricordato nella nostra intervista lo stesso Yuri, la fonte ufficiale che indirettamente lo ha guidato è stata quella delle commedie radiofoniche che proponeva Eduardo De filippo, alla fine degli anni 50. di seguito, l’intervista.

 

Yuri Salvatore, se fosse un calciatore sarebbe di sicuro un Tuttocampista, nel tuo ambito come ti piace che ti definiscano?

-Sicuramente non un “Tuttofare”, anche perchè non so fare certamente tutto. non saprei quale sia la definizione giusta, ma mi diverto ad intraprendere più strade senza muovermi dalla mia postazione ufficiale, che è, e sarà sempre Napoli.

 

a proposito di Napoli. hai spesso dichiarato sui social, che l’ispiratore ufficiale che ti ha portato a pensare di riproporre questo genere di format audiovisivo, è stato Eduardo De Filippo. immaginando per un momento di avere la possibilità di vederlo oggi, nel mondo attuale, cosa pensi che avrebbe detto di questa tua iniziativa?

-per prima cosa, stiamo parlando di un gigante che non muore mai, e che è sempre in mezzo a noi. i giganti si sa, son sempre concentrati per dare poi il meglio. Eduardo, diversamente da qualche gruppo di suoi seguaci che condannano chi ripropone le sue opere, ha sempre ammirato i giovani, pur avendo molto rigore. non credo che mi avrebbe fatto complimenti facili, ma incoraggiato sicuramente a migliorarmi. sicuramente però, mi avrebbe consigliato e r ipetuto, di essere in dubbio più tempo prima di mettere in scena una storia, e da esigente quale sono avrei accolto senz’altro questa indicazione.

 

nel corso della tua strada da “musicista di quartiere”come spesso ti sei auto definito, hai fatto anche esperienze teatrali. cosa ricordi con piacere e cosa ti resta di quell’avventura?

-L’esperienza con il primo gruppo musicale per me, è stata importante in quanto, ho imparato i primi trucchi del mestiere giovanile. una palestra, come dico sempre. mi restano sicuramente i brani che fortunatamente abbiamo registrato e immortalato in un cd inedito, qualche firlmato di qualche prova e tanti ricordi.

Oggi come oggi, torneresti in quel contesto per riprendere quel tipo di esperienza?

-Sai, quando mi fu proposto di fare questo concerto, io preso dall’entusiasmo accettai. poi entrando nel vivo degli inizi, mi trovai a sbattere la testa in qualcosa che, per l’età che avevo, trovavo grande. dalle canzoni(lontane dal mio genere)al modo dei miei compagni di vedere la musica. ho fatto quasi 4 anni di esperienza con piacere e per piacere, ma ho mollato, nel 2016, per la voglia e la necessità di voler fare altro. ho intrapreso altre strade, ed ora ho una mia indipendenza. ultimamente non nascondo che mi è stato riproposto, ma sinceramente non me la sento di affrontare e riprendere cose che appartengono al mio passato. son cambiati i tempi ed anche io credo di essere cambiato. ho altri obiettivi rispetto a loro, pur non rinnegando mai ciò che è stato. ma si guarda avanti.

 

veniamo finalmente alle tue audiofiction. è uscita “A tempo di cuore”nuova storia che ogni settimana è disponibile sul canale youtube di Audio Film Serie. che tipo di impostazione dai alle tue storie?

-Io ascolto una voce, qualsiasi. se quella voce mi piace, io invento una storia e scrivo per ogni voce, un personaggio con le sue caratteristiche:i suoi modi di dire, di esprimersi, la sua inflessione. così nascono le storie scritte, per poi proporre e metterle in pratica. quando ho scritto “A tempo di cuore”ho immaginato la protagonista dopo aver sentito la voce e l’inflessione, tipicamente napoletana verace, di una ballerina che l’anno scorso era nella scuola di “amici” molto brava e simpatica. non nego che sia io, che altri colleghi della compagnia, provammo a metterci in contatto con lei in quanto, volevo lei come voce protagonista. fortunatamente abbiamo trovato Margherita, che ha rappresentato degnamente le sue caratteristiche in quanto si avvicina davvero tanto, ed ha fatto un lavoro fantastico.

 

la tua idea è sempre stata, già in partenza quella di proporre storie ambientate solo a Napoli. non pensi di correre il rischio di attirare solo una parte di pubblico?

-Francamente no, perchè nelle mie audiofiction porto una Napoli che accoglie, ogni forma di lingua. c’è il napoletano come ci può essere il milanese, il toscano, il siciliano, ma anche lo straniero. il tutto ovviamente senza uscire dalle radici, tra attualità e tradizione.

 

la tua compagnia, che hai chiamato “Le voci di dentro”titolo di una commedia di Eduardo, si può dire che è un pò l’antitesi del doppiaggio in quanto, non richiedi tecnica, ma siete molto anarchici. avete mai avuto richiami per questo?

-Qualche consiglio si, più che un richiamo. ma la mia compagnia, visto che è un progetto che si fonda e si forma sulla passione in primis, deve essere libera di esprimersi con la propria inflessione, perchè i testi delle storie vengono scritti in base alle voci che abbiamo a disposizione. io recito in napoletano, ed è una sorta di sfogo personale, stesso vale per chiunque fa, e farà parte della nostra grande squadra a numero aperto. chiunque parla nelle storie, come se parlasse in famiglia. e questo ci rende, forse per qualcuno che ci seguirà, più speciali.

 

quali sono i tuoi prossimi progetti?

-Con la musica, ad inizio 2022, uscirà un nuovo brano, mentre stiamo già lavorando per la prossima audiofiction. nel frattempo sto scrivendo una saga di racconti che si basano su una signora rumena, ispiratami da una persona realmente esistente che ho conosciuto su Tik Tok. una simpatica “scugnizza dell’est”che, se accetterà di far parte di questo progetto sono sicuro che ci divertiremo. e poi, in attesa della rinascita, privata e familiare, cerco e cerchiamo di intrattenere un pò con la nostra creatività.