Luglio 18, 2024

Tassi di interesse, la Turchia torna a effettuare i tagli

Il meeting di politica monetaria del mese di febbraio segna per la Turchia il ritorno alla politica del taglio dei tassi di interesse. La Banca Centrale ha Infatti sforbiciato il costo del denaro di 50 punti base, portandolo al 8,5%. Il TCMB ha anche esteso le strategie anti-dollarizzazione per sostenere la valuta.

La mossa della CBRT sui tassi di interesse

Il motivo che ha spinto l’istituto centrale turco ad effettuare una mossa di questo genere sui tassi di interesse è legato al terribile e disastroso terremoto che ha colpito il paese pochi giorni fa. La Banca Centrale ha ritenuto opportuno adottare una misura di stimolo all’economia, visti gli enormi danni che bisognerà affrontare.

Il taglio al costo del denaro deciso dalla Banca Centrale è il primo dal mese di novembre. Nell’ultimo trimestre Infatti l’istituto aveva confermato i tassi di interesse, dopo aver effettuato delle riduzioni per complessivi 10,5 punti percentuale da settembre del 2021, sfidando un’inflazione che galoppava al ritmo record.

Le ripercussioni sulla Lira

Proprio la politica di tagli ai tassi di interesse – sotto la pressione del presidente Erdogan – ha innescato la profonda svalutazione della lira turca, crollata del 55% dall’inizio del percorso di accomodamento.
La valuta nazionale -come si può vedere su Pocket Option italia – ha aggiornato i minimi record rispetto al Dollaro. Il cambio USDTRY è infatti salito a 18,9, segnando così un nuovo picco storico.

Nota importante: prima di negoziare la valuta turca, bisogna sempre chiedersi come sapere se un broker è affidabile.

L’inflazione

Nonostante il recente calo, l’inflazione continua ad essere un fardello pesante per la Turchia. Lo scorso mese di ottobre la crescita dei prezzi era arrivata al 86%, soprattutto dei rincari dei prezzi dell’energia, che il paese deve importare larga parte. A gennaio c’è stata una discesa fino al 58%, e la banca scusa di poter ricondurre questo valore ha l’obiettivo (lontanissimo) del 5%, anche grazie alle attuali misure di lirizzazione per perseguire la stabilità della valuta e dei prezzi.

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