Sigaretta elettronica: può salvare migliaia di vite umane in Italia

Pensate che si potrebbero salvare quasi ventimila vite all’anno se i fumatori decidessero di ricorrere alla sigaretta elettronica, risparmiando circa due miliardi di costi sanitari. In Italia le accise sul tabacco sono troppo basse e gli introiti che provengono dalla sua tassazione non vengono impiegati per prevenire e curare la dipendenza dal fumo di tabacco.

In questa situazione difficile l’unico mezzo valido per ridurre il ricorso al fumo di tabacco potrebbe essere la sigaretta elettronica. Anche se non sono ancora chiari i rischi sulla salute (soprattutto a lungo termine) dell’impiego di tali dispositivi, in base ai calcoli se la metà dei fumatori italiani passasse alle sigarette elettroniche si risparmierebbero in cinque anni circa nove miliardi di euro e si salverebbero circa 96.000 vite. Queste sono le previsioni del dottor Fabio Beatrice, che è il presidente del Congresso della Società Italiana di Tabaccologia. Inoltre, in base alle affermazioni contenute sulla rivista scientifica Nature la sigaretta elettronica eliminerebbe quasi totalmente il rischio di contrarre il cancro, perchè l’impiego delle e-cig comporta dei rischi esegui se si confrontano alle morti causate dal fumo di sigaretta. Questi benefici rimangono anche se le sigarette elettroniche sono a base di nicotina, che è la sostanza più utilizzata per aiutare i fumatori a smettere di fumare. Infatti, per indurre i fumatori ad abbandonare il vizio del fumo è necessario che nei primi tempi possano usufruire di un certo quantitativo di nicotina, per non avere delle conseguenze legate all’astinenza improvvisa da tale sostanza. La sigaretta elettronica offre questa importante opportunità ai fumatori, che vogliono provare a smettere.
Il Ministero della Salute ha attribuito al fumo di tabacco circa 80 mila morti annui in Italia: circa la metà dei decessi sono attribuibili a malattie oncologiche, il 25 % circa a malattie cardiache, il 17% circa a malattie pneumologiche croniche e il 10% circa ad altre malattie. Da alcune indagini eseguite risulta che una buona percentuale di italiani (circa il 35,3% degli interpellati nel 2014) ritiene che le sigarette elettroniche siano un buono strumento per smettere di fumare. Tuttavia, riuscire a smettere di fumare è un’impresa davvero difficile, pochi fumatori riescono a non riprendere il vizio del fumo dopo averlo abbandonato per sei mesi, le sigarette elettroniche sono un’ulteriore mezzo a nostra disposizione per combattere il vizio.