Luglio 24, 2024

Le CAR-T sono cure all’avanguardia, che possono dare una speranza in più ai pazienti oncologici.

Cure che, per la complessità che richiedono, devono essere organizzate da centri selezionati e di

altissima competenza. Queste CAR-T innovative sono arrivate in Regione Emilia Romagna nel

2019 dopo l’approvazione dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) e la Regione da subito ha

messo a disposizione l’esperienza, la qualità e la professionalità del Policlinico

Sant’Orsola-Malpighi – Unità Operativa Complessa di Ematologia per eseguire queste

immunoterapie cellulari, che possono dare risposte di lunga durata, in alcuni casi anche la

guarigione, in pazienti nei quali la malattia non è più curabile con le terapie convenzionali.

Motore Sanità ha organizzato, in Emilia-Romagna, il Webinar ‘BEST PRACTICE

ORGANIZZATIVE IN TEMPO DI COVID: IL PERCORSO DEL PAZIENTE SOTTOPOSTO A

CAR-T’, realizzato grazie al contributo incondizionato di GILEAD Kite.

 

Il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi è il centro Hub per l’Emilia-Romagna nell’utilizzo delle

terapie avanzate CAR-T. È uno dei primi centri italiani che sono stati selezionati per condurre

studi clinici sperimentali per le indicazioni approvate e per quelle future (mieloma multiplo).

L’AIFA già dallo scorso settembre ha approvato i criteri per l’individuazione dei centri ospedalieri

idonei alla somministrazione di queste terapie, non più in modalità sperimentale ma ordinaria.

In base all’evoluzione delle cure e della numerosità dei pazienti da trattare, la Giunta regionale

valuterà successivamente l’eventuale individuazione di altri centri regionali abilitati all’utilizzo

delle terapie CAR-T.  L’anno 2020 si chiuderà con un totale di 20 pazienti a cui CAR-T sono

state infuse (alcuni da studio clinico). Durante la prima ondata della pandemia si è registrato

purtroppo un rallentamento negli arruolamenti; ma da settembre sono state schedulate 3 aferesi

al mese, dal secondo trimestre 2021 saranno 4 al mese, andando a coprire i fabbisogni previsti

dalla programmazione regionale. Tra le sfide future: fondamentale è il potenziamento delle

CAR-T cell Team nell’organizzazione all’interno del centro Hub.

 

Il modello di base è quello dell’organizzazione a rete. Con la delibera è stato assegnato al centro

Hub l’obiettivo di definire un protocollo di selezione e presa in carico dei pazienti candidati alle

terapie avanzate ed è stata istituita un’apposita Commissione di esperti, con il compito di valutare

la casistica e la qualità del percorso delle procedure CAR-T eseguite, anche per l’assunzione di

eventuali provvedimenti aggiuntivi, nonché di definire la gestione dei tempi di attesa sia per i

pazienti residenti in Regione sia per i pazienti provenienti da altre regioni (con il supporto prezioso

di Casa Ail). Il processo è facilitato da uno strumento gestionale di tipo informatico che ha collegato

i centri Spoke, otto sedi ematologiche in totale sul territorio regionale, al centro Hub, rendendo

questa attività possibile online in ogni momento al fine di condividere l’eleggibilità al trattamento.

Per il paziente è stato creato un vero e proprio percorso: presa in carico e responsabilità,

comunicazione delle interfacce, ambiti applicativi e standard of care, identificazione degli

steps a maggior rischio, controllo (verifica) del processo.

 

Durante la pandemia è stato istituito un percorso ad hoc Covid-free per i pazienti sottoposti a

terapia CAR-T. Il Covid ha influenzato certamente l’attività delle CAR-T ma ha permesso di

costruire lo scheletro dell’organizzazione regionale che permetterà anche a regime di rispondere

in maniera esaustiva alla domanda regionale e anche extra regionale.

La Regione Emilia Romagna, dall’inizio della fase 1, ha individuato delle indicazioni per la gestione

delle terapie e dei trapianti indifferibili nei pazienti ematologici. Insieme alla comunità

professionale, a metà marzo, sono state emesse indicazioni per garantire la conservazione dei

trattamenti trapiantologici come salvavita, sia autologi sia allogenici e anche di CAR-T, ritenuti

indifferibili, in relazione ad una valutazione del rapporto rischio-beneficio, e anche degli elementi

correlati all’immunodepressione. Questa condivisione di indicazioni ha permesso di arrivare ad

approcciare il tema dei trapianti e delle CAR-T in maniera condivisa e omogenea anche nelle

fasi successive.

 

Se i CAR-T diventeranno, come speriamo, una risorsa terapeutica in grado di cambiare

radicalmente la storia di quei pazienti che attualmente non hanno alternative terapeutiche,

probabilmente solo il Policlinico Sant’Orsola-Malpighi potrebbe non essere sufficiente a

soddisfare i bisogni dell’intera regione e quindi potremmo essere un secondo centro se ce ne

sarà bisogno. Questo lo valuteremo nel tempo insieme al centro e alla Regione” ha spiegato

Giuseppe Longo, Direttore SC Medicina Oncologica Azienda Ospedaliero-Universitaria

Policlinico di Modena e Coordinatore clinico Gruppo Regionale Farmaci Oncologici di

Regione Emilia-Romagna.

 

“A volte ci troviamo di fronte a scelte difficili e a situazioni mai viste prima – ha concluso

Francesca Bonifazi, Dirigente Ematologia Policlinico S. Orsola Malpighi – Istituto di

Ematologia L. e A. Seragnoli Bologna – ma certamente la collaborazione con gli altri colleghi

e poi l’intuito clinico, la continua ricerca scientifica e le relazioni umane sono fondamentali per

affrontare questa grande e nuova sfida”.

 

Riportiamo qui di seguito il link per scaricare il comunicato stampa: COMUNICATO STAMPA

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