Aprile 18, 2026

:Riflessione sulla recente presa di posizione del Consiglio superiore degli Ulema in Marocco in merito al film ” La donna del Paradiso”

Il Consiglio Superiore degli Ulema del Marocco si è prununciato in merito al film ” La Signora del Paradiso ( Saydiat Al Jannah) rilevando quanto segue. 1- La persona che ha scritto il film appartiene a una corrente sciita. Gli è stata tolta la cittadinanza kuwaitiana per le sue idee estremiste. 2) Il film è una palese falsificazione dei fatti e contiene un atto odioso che non può essere accettato dai musulmani, ovvero l’incarnazione del Profeta, che la pace sia con lui. 3- Il film ha osato usare la persona di Fatima Zahra, che Allah si compiaccia di lei, la figlia del Profeta, la pace sia con Lui, con una disgustosa parzialità per scopi contrari allo spirito della religione e alla realtà della storia. 4- L’alta posizione di Fatima Zahra, che Allah sia soddisfatto di lei, tra tutti gli uomini e le donne musulmane, non richiede l’uso di false accuse per parlare di lei. 5- La calunnia contro Sidna Abi bakr, che Allah si compiaccia di lui, che è stato oggetto delle più grandi testimonianze del Profeta, fa parte degli scandali di questo film. 6- Chi sta dietro a questo film cerca fama e sensazionalismo, promozione della propria produzione e il raggiungimento del maggior numero di spettatori, ferendo i sentimenti dei musulmani e fomentando la sensibilità religiosa.
Per tutti questi motivi, il Consiglio Supremo degli Ulema, che ha l’onore di essere presieduto da Sua Maestà il Re Mohammed VI, Amir Al Mouminine, condanna fermamente il contenuto di questo film ed esprime il suo categorico rifiuto della palese falsificazione di fatti accertati della storia islamica. Questa falsificazione dei fatti, che danneggia l’Islam e i musulmani, è rifiutata da tutti i popoli, perché non serve i loro migliori interessi tra le nazioni, soprattutto in questi tempi.
Il Consiglio invita le autorità competenti a prendere tutte le misure necessarie al riguardo” Questa notizia merita un approfondimento per diversi motivi e ci permette di conoscere meglio la politica religiosa del Regno , improntata da sempre alla lotta contro ogni forma di radicalismo.
Il Consiglio Superiorie degli Ulema fa parte di uno dei pilastri su cui è fondata la gestione della pratica relgiosa in Marocco , esso è l’organo deputato all’ emissione dei pareri religiosi (Fatwa) . Il Re del Marocco, nella sua qualità di Comandante dei Fedeli, ha lavorato per la protezione della sicurezza spirituale dei marocchini, attraverso la restrizione della fatwa nell’ambito di un’istituzione collettiva, evitando così fatwa anarchiche e dannose. A questo proposito, il regio decreto che istituisce il Consiglio Superiore degli Ulma (studiosi religiosi), promulgato il 22 aprile 2004, stabilisce che anche all’interno di questa istituzione la Fatwa può essere emessa solo all’unanimità. Quindi il suddetto Consiglio non può che emettere fatwa “ben congegnate, serie e costruttive per la società”.
Il Consiglio Superiore di Ulema è quindi l’unica istituzione autorizzata a emettere Fatwa, a decidere su qualsiasi questione e a decidere in che misura sia conforme ai principi della religione e della giurisprudenza. Le missioni del Consiglio degli Ulema e dei Consigli regionali sono state ampliate da nuove attribuzioni per compiere pienamente la loro missione nel quadro della questione religiosa, sostenendo il processo di progresso e modernizzazione e rispetto dei valori sacri dell’Islam. Inoltre, il Marocco si è preoccupato di dare alle donne la sua posizione di attore nella società in tutti i settori, ed è così che la composizione del Consiglio degli Ulema è stata rafforzata dalla nomina di donne Ulema. Una decisione, la prima nel mondo islamico. La strategia per rafforzare il ruolo del Consiglio degli Ulma si è concretizzata attraverso l’istituzione dei consigli regionali e locali degli Ulma, stabilendo allo stesso tempo il Consiglio Supremo degli Ulma come unica entità responsabile dell’emissione delle “Fatwa”. Interessante notare come , mentre in Occidente il termine “Fatwa” si considerato come obbligo giuridico di natura religiosa , facendo un imporprio parrallelo con il diritto canonico (ovvero il diritto a cui si è soggetti in quanto battezzati nella chiesa cattolica) . La Fatwa sia un parare giuridico di natura religiosa , un consiglio , una indicazione . Questo sopratutto nella tradizione sunnita malikita . Una tradizione spirituale che accompagna il credente nella propria esistenza di fedele e di cittadino. Il caso della “Signora del Paradiso” ci è utile per conoscere approfondire il mondo islamico , spogliandoci di inutili preconcetti a cui spesso siamo abituati.

Marco Baratto

 

di Euromed

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