Lo scorso 20 novembre il presidente della Guinea Equatoriale Teodoro Obiang Nguema Mbasogo ha vinto per l’ennesima volta le elezioni, confermandosi al potere dopo 43 anni di carica ininterrotta. Fra i Paesi non monarchici, diviene così il presidente che è rimasto il più lungo di tutti al potere. La Guinea Equatoriale, ex colonia spagnola diventata indipendente nel 1968, è governato da Mbasogo dal 1979. Non sono arrivate critiche o condanne a livello ufficiale da alcun governo occidentale, sebbene sia chiaro come il potere venga detenuto da Mbasogo con sistemi tutt’altro che democratici. Anzi, dalla Spagna sono arrivati gli elogi dell’Alto rappresentante ONU di Alleanza delle Civiltà Miguel Ángel Moratinos, ex ministro degli Affari esteri, che ha detto che in Guinea Equatoriale le elezioni si sono svolte in modo libero e democratico e che il popolo equatoguineano è soddisfatto. Mbasogo ha preso il 97% delle preferenze, mentre gli altri due candidati hanno ottenuto il 2,3% e lo 0,7%. Dunque, maggioranza assoluta, anzi totale, per il partito di governo, il PDGE. In Spagna, soltanto la deputata di centro-destra del Partido Popular Valentina Martínez Ferro ha polemizzato con quanto affermato da Moratinos chiedendo se con lui fosse d’accordo anche il ministro degli Esteri José Manuel Albares. In Guinea Equatoriale vi è abbondanza di petrolio, che in gran parte viene esportato in Europa. Il Paese sta traendo profitti dal prezzo del greggio andato alle stelle, anche se è aumentato anche il costo degli alimentari e di altri beni di imporazione. La crescita economica è rallentata, arrivando al 2% nei primi sei mesi del 2022 rispetto al 5,8% pronosticato dal Fondo Monetario Internazionale. Fonte: https://strumentipolitici.it/guinea-equatoriale-mbasogo-vince-dopo-43-anni-di-presidenza-plauso-dellex-ministro-spagnolo-moratinos/

