Quante e quali armi i Paesi della NATO stanno ancora dando a Zelensky? Vi sono segnali che il ritmo delle forniture non solo sia calato di volume, ma anche qualitativamente e sia destinato a interrompersi. Vi sono due recenti dinieghi che fanno pensare ciò, quelli di Lituania e Germania, e sono gli stessi funzionari ucraino ad ammetterlo fra uno slogan di vittoria totale e uno di ammissione all’Alleanza Atlantica. Il responsabile della delegazione permanente ucraina presso l’Assemblea parlamentare della NATO, Yegor Chernev, ha infatti detto che i magazzi dei Paesi NATO sono a corto di materiale e che i governi hanno disposto inventari e ispezioni per riuscire a recuperare qualcosa da mandare a Kiev. I vertici della Lituania hanno poi chiesto all’Ucraina di essere comprensiva verso di loro, poiché Vilnius ha già contribuito per centinaia di milioni di euro allo sforzo militare e ai bisogni umanitari di Kiev. Ora però, dice il capo della Commissione parlamentare su difesa e sicurezza Laurynas Kasčiūnas, mancano i tempi tecnici per costruire rapidamente nuove armi, dunque l’Ucraina deve accontentarsi di quello che c’è. Quindi, per adesso niente invio di semoventi d’artiglieria tedesco Panzerhaubitze 2000 (PzH 2000) o di sistemi difensivi antiaerei norvegese-americani NASAMS, che servono tutti alle esigenze dell’esercito lituano. E anche Berlino oppone il suo “no”, almeno per il momento, a far piazzare i Patrioti in territorio ucraino. Inizialmente la Germania voleva dare le piattaforme lanciamissili alla Polonia, ma a Varsavia hanno pensato di farle mettere al di là del confine, su territorio dell’Ucraina. Ma i vertici tedeschi ritengono che possa essere una mossa azzardata, oltre a mancare le condizioni tecniche per farlo, e così hanno negato l’invio. Fonte: https://strumentipolitici.it/armi-euroatlantiche-allucraina-magazzini-vuoti-e-ripensamenti/

