Mastoplastica additiva e protesi al seno: ecco cosa sapere

In Italia ogni anno si eseguono circa cinquantamila interventi di mastoplastica additiva. L’operazione rappresenta per molte donne una soluzione per porre fine alla poca autostima e insicurezza personale, potendo correggere un’ipoplasia mammaria a volte ritenuta un importante problema estetico. La mastoplastica additiva è infatti l’intervento di chirurgia plastica del seno che consente di rimodellare il décolleté, cambiandone la forma e aumentandone il volume.

L’operazione prevede l’utilizzo di protesi in silicone e oggi, differentemente da molti anni fa, non è necessario sottoporsi a future procedure chirurgiche per sostituirle. Le protesi infatti non hanno più una scadenza decennale come in passato. Si utilizzano attualmente impianti mammari permanenti nel tempo per i quali è sufficiente sottoporsi a qualche controllo periodico negli anni. La scelta di sostituire un impianto mammario è esclusivamente dettato da motivi personali (aumentare o ridurre le protesi) o in caso di eventuali complicanze come la contrattura capsulare.

Gli impianti mammari attualmente in uso sono realizzati in gel di silicone con variabili gradi di coesività (morbido, poco denso e molto denso) e garantiscono il massimo livello di resistenza, sicurezza e comfort.

Esistono inoltre diverse tipologie di protesi mammarie variabili per forma, proiezione e grandezza. Si distinguono infatti impianti protesici tondi e anatomici. Nel primo caso, si tratta di protesi particolarmente indicate in caso di aumento omogeneo dei seni. Si presentano pertanto caratterizzate da una distribuzione radiale del volume dunque con uguale altezza e larghezza. Diversamente le protesi anatomiche anche definite, per la loro forma, “a goccia”, presentano una maggiore pienezza nella parte inferiore dell’impianto.

Erroneamente si crede spesso che una tipologia di protesi possa assicurare un risultato più naturale rispetto ad un’altra. In realtà la scelta di un impianto mammario tondo o anatomico è accuratamente studiata dal chirurgo relativamente al seno di partenza della paziente. Una protesi tonda può rivelarsi più indicata in un caso, o viceversa, una protesi anatomica.

Ciò che conta inoltre per assicurare un risultato naturale è la misura dell’impianto mammario. È infatti importante non optare per un seno oversize che oltre a presentarsi poco naturale, potrebbe generare nel tempo delle problematiche importanti legate ad un eccessivo peso dell’impianto, come disturbi alla schiena e alla pelle del seno.

La scelta corretta delle protesi è dunque un momento di fondamentale importanza per un intervento di mastoplastica additiva. Per questo motivo in fase di visita pre-operatoria, il chirurgo ha il dovere di consigliare e guidare il paziente nella selezione dell’impianto mammario più indicato al suo caso.

Obiettivo di una mastoplastica additiva, così come qualsiasi altro intervento di chirurgia plastica, è garantire il miglior risultato estetico rispettando proporzioni e armonia delle forme di un corpo.

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