Enoch Burke, professore irlandese di lingua tedesca e di storia, è detenuto da oltre tre mesi perché ha violato l’ingiunzione del tribunale a non avvicinarsi alla scuola in cui insegnava. L’istituto lo aveva sospeso, lasciandolo senza stipendio, a seguito del suo rifiuto di rivolgersi a uno studente con il pronome che quest’ultimo pretendeva di attribuirsi, cioè “they”. Non più “he”, non più maschile, ma qualcos’altro, esssendo questo studente non più identificantesi nelle categorie maschio-femmina, ma altro. Burke, praticante cattolico, ha obiettato e non ha accettato che l’ideologia gender entrasse nelle sue lezioni. Questa posizione potrebbe “turbare” gli altri studenti, secondo la direzione scolastico. E l’insistenza di Burke nel voler tornare a insegnare hanno evidentemente costretto le autorità irlandesi a tenerlo in prigione per tutto l’autunno e oltre. Ma oggi, dopo varie richieste e polemiche, il giudice ha permesso che passasse le festività a casa sua, perché la scuola rimanendo chiusa fino al 5 gennaio non può essere disturbata da un suo ritorno. Burke si dichiara fermo nella sua intenzione di non piegarsi alle richieste gender, ma ha anche evidenziato come si trovi da mesi in carcere pur non essendo un ladro, un assassino o uno spacciatore di droga. Dal canto suo, il giudice ha detto di non voler dare ulteriore visibilità alla causa da martire di Burke e per questo ne ha disposto la scarcerazione. Dunque per il tribunale più che la giustizia conta non fare di Burke un martire della causa della libertà religiosa o un eroe di coloro che non vogliono il gender imposto nelle aule scolastiche. Troppo tardi: Burke è già noto a livello internazionale indipendentemente dalle sue convinzioni religiose, perché a livello giuridico la sua vicenda è uno schiaffo a più elementari principi di equità e giustizia riconosciuti in Europa. FONTE: https://strumentipolitici.it/il-professore-irlandese-che-rifiuta-lideologia-gender-e-uscito-di-carcere-per-le-feste-natalizie/

