L’emergenza Covid non è finita: lettera aperta

L’emergenza Covid non è finita: lettera aperta

Quando si dice che al peggio non c’è mai fine, si può fare riferimento a tanti ambiti della vita sociale italiana, ma in particolare al Sistema Sanitario.

Chi si infettava a giugno 2022 con la SARS-CoV-2, partiva il messaggio del ministero, che comunicava l’isolamento domiciliare. Successivamente il contagiato veniva contattato telefonicamente dall’USCA, Unità Speciali di Continuità Assistenziale. Le persone fragili e con patologie in atto o pregresse venivano prese in carico da loro e immediatamente, in presenza di sintomi rilevanti, scattavano le cure domiciliari con gli antivirali che i medici USCA portavano a casa: un servizio eccellente, svolto con professionalità, gentilezza, competenza e disponibilità. Un servizio di cui andare fieri e per il quale congratularsi con chi l’ha attivato.

Ma… si sa in Italia i servizi che funzionano vengono disattivati. Infatti a luglio in molte Regioni non venivano più confermati gli incarichi ai professionisti. Come affrontare la situazione con il forte aumento di casi di Covid che sta nuovamente mettendo sotto pressione la medicina generale? Facile! Basta scaricare l’incarico, senza spese aggiuntive, ai medici di base che  si trasformano in ufficiali sanitari con il compito di stabilire quarantene e isolamenti Poco importa se i medici di famiglia vengono gravati di ulteriore lavoro per il quale  spesso non riescono a soddisfare le richieste di aiuto di anziani e fragili… Per le alte sfere decisionali il problema è risolto!

Ora è sotto gli occhi di tutti l’aggravarsi del quadro epidemiologico, la crisi a cui possono essere sottoposti gli ospedali, poco importa che il numero dei decessi non sia propriamente ininfluente… Chi ha la sfortuna di contagiarsi di Omicron 5, deve sperare di avere un medico di base serio, disponibile, preparato e soprattutto rintracciabile, cosa che spesso non è assolutamente scontata.

Ma quanti malati di cancro, quanti cardiopatici, quanti diabetici, quanti over 70 o over 80 con serie patologie pregresse saranno contagiati dal covid e, magari soli, magari impossibilitati a muoversi, riusciranno a interpellare il loro medico per una valutazione del rischio e per la definizione della terapia domiciliare?

Le USCA devono essere reintegrate, per evitare un aggravamento della situazione negli ospedali e per non dover rivedere le scene dei morti del marzo 2020.

 I 138.099 pazienti deceduti a seguito di SARS-CoV-2 in Italia, dal 10 gennaio 2022, hanno un’età media di 80 anni. Quale decisore politico non protegge i suoi anziani?  Quale decisore politico li abbandona senza preoccuparsi in primis della loro salute? Solo individui senza coscienza civile, senza dignità né senso di responsabilità, privi di valori, valori che hanno permesso ai nostri anziani di  costruire faticosamente l’Italia.

Nonostante la contingenza pre elettorale, si auspica che qualcuno con forte potere decisionale abbia il coraggio di ripristinare gli essenziali servizi sanitari legati al covid perché l’emergenza non è finita e le problematiche che vengono caricate sui medici di base e sulle spalle dei più fragili per età o patologia non è un segnale di nobiltà e di affidabilità politica.  

Prof.ssa Deanna Gatta
Presidente ALCASE Italia

Alliance for Lung Cancer Advocacy, Support and Education