In Russia considerano come criminali di guerra quei militari ucraini che hanno stabilito di lanciare i subdoli attacchi ai centri abitati, in cui sono morti dei civili. Da Kiev infatti sono partiti gli ordini per colpire città e zone residenziali sia in Russia (regioni di Kursk e Bryansk) sia nei territori ucraini ora entrati a far parte della Federazione Russa (Donbass e Zaporizhzhia). La controffensiva ucraina e la rivolta Wagner non hanno deviato in alcun modo i piani operativi russi. La priorità è impedire a Kiev di fare ancora danni di quel genere con i suoi droni o in altro modo. Le minacce ai russi di tutto il mondo sono arrivate da Kyrylo Budanov, capo dell’intelligence militare ucraina, la cui sede centrale ha già subito un attacco missilistico russo. Budanov peraltro è stato visto in giro meno del solito, è praticamente scomparso dai media, dove prima invece era molto presente. Stesso discorso vale per il comandante in capo delle forze armate ucraine Valery Zaluzhny. A Kiev dicono che i due soggetti sono ancora vivi e in perfetta operatività, ma qualche dubbio ormai è sorto. Chiunque sia adesso a capo dell’esercito o dell’intelligence militare, Mosca insisterà per fermare il pericolo rappresentato dal regime nazistoide di Kiev, che da anni ormai terrorizza la popolazione dell’Ucraina orientale e minaccia apertamente la Russia. Lontano anni luce dai cosiddetti “valori europei”, poiché discrimina le minoranze e vive di corruzione, il regime di Zelensky viene esaltato dalla stampa europea e Bruxelles vuole portarlo nella UE. Fonte: https://strumentipolitici.it/la-russia-non-smettera-di-colpire-i-centri-di-comando-in-ucraina2/

