Intervista a Corrado Di Fazio: il pittore che dipinge l’affinità

Intervista a Corrado Di Fazio: il pittore che dipinge l’affinità

Intervista a Corrado Di Fazio, il pittore che dipinge l’affinità

L’intervista al pittore Corrado Di Fazio si svolge a Nettuno, nel suo locale:  il Lime Tropical Bistrot, in un’atmosfera di arte, colore e una bella  sensazione di affinità per le persone e gli animali.
 
 D. Ami molto il colore, vero?

R.Sì, diciamo che il colore fa parte della mia vita. A prescindere dalla mia arte, lo metto anche nel mio ambiente. Anche qui, nel mio locale, che, tra l’altro, è stato concepito come una piccola galleria d’arte personale, c’è molto
 colore.
 
D: Come è nato questo tuo amore per la pittura?

R. E’ nato tanti anni fa dopo essere  tornato da un viaggio in Costa Rica negli anni 90.  Ci ero rimasto un mese e mezzo. Ancora carico di quell’esperienza, dell’emozione vissuta in quel periodo,  con ancora negli occhi quei colori ho voluto riproporre tutte quelle sensazioni con i miei quadri.
Infatti, i miei primi quadri sono tutti dedicati al Costa Rica: i suoi paesaggi, le sue piante, quegli animali tropicali, la sua vegetazione. Ecco da lì, la vera passione è iniziata lì.

D.I ritratti che vediamo qui, nel tuo locale, sono frutto della tua immaginazione o veramente hai conosciuto queste persone.. Sai perchè te lo chiedo? Perchè c’è in questi quadri un’incredibile affinità per queste persone.
R. Questi quadri hanno una storia particolare. Avevo letto il libro di una reporter inglese sul suo viaggio in Africa e quando sono arrivato al capitolo sui Wodaabe, una tribù nomade dell’Africa Centrale, ne sono rimasto affascinato. Ho letto tutta la storia riguardo alla loro festa dell’amore. Mi hanno affascinato le loro facce buffe perchè trasmettono allegria, simpatia oltre ad avere una bella carica poetica. Questi sono uomini che durante quella festa si truccano, si riempiono di gioielli per corteggiare le donne e poi farsi scegliere da una donna da sposare. E qui c’è tanta poesia: tanta bellezza e tanta poesia.
D. E’ vero. Tu hai parlato prima di felicità, allegria, simpatia e questi quadri trasmettono proprio felicità ed allegria in un mondo in cui queste sensazioni sembrano scomparse. Ci indicano, però, che si può anche arrivare ad un mondo così. Ti voglio dire una cosa. Il filosofo L.Ron Hubbard ha scritto: “Una civiltà è tanto grande quanto lo sono i suoi sogni ed i suoi sogni sono sognati dagli artisti”.
 
R. Parole sante. Io li vivo i miei sogni. Io realizzo quotidianamente cose che immagino, che sogno perchè poi il sogno è fondamentalmente immaginarsi qualcosa. E’ proiettarsi verso il futuro. Io credo di essere stato fortunato perché ho fatto di tutto perché quello che immaginavo diventasse realtà. Ancora oggi ho voglia di immaginare e sognare perchè fondamentalmente è quello che ci tiene vivi, ci tiene accesi, forti, vivi, ci fa dire: “Bene. Domani faccio questo.” E’ triste quando si smette. Si inizia ad invecchiare quando non ci sono più sogni.
 
D. A cosa stai lavorando adesso?
R. Ho ripreso a dipingere e sto lavorando al ritratto di un mio amico che purtroppo ci ha lasciati. Sarà un ritratto che lo rappresenta così come lui era: con un sorriso strepitoso e gli occhi che gli brillavano. E’ una persona che porto nel cuore e porterò sempre nel cuore.
 
D. Sono convinta che riuscirai a trasmettere l’affinità che provi per lui.
R. Sì è quello che voglio. Io ho ripreso a dipingere dopo più di un anno Ho avuto uno stop artistico. Ho aspettato che mi tornasse quella voglia di dipingere. Periodicamente bisogna fermarsi, riposare. Ora è arrivato il momento di accendere nuove idee e nuovi colori.
 
D. C’è qualcosa che vuoi aggiungere a questa intervista?
R.Io ho passato vari periodi, artisticamente parlando, ed ho fatto anche molta sperimentazione. C’è stato un periodo in particolare in cui dipingevo solo deserti con un omino, un beduino, un nomade, una persona sempre lì ferma in un angolo che guardava lo spazio aperto. L’ho fatto in tantissimi colori e forme diverse. Quell’omino era il percorso che stavo facendo io che doveva attraversare quello spazio  per arrivare a capire tante altre cose. L’arte, la pittura, in modo particolare ha sempre accompagnato i miei periodi. Ora vorrei tornare a dipingere e sono curioso di vedere che cosa esce fuori dopo tutto questo tempo.
 
D. Grazie. Hai incuriosito anche noi.