Aprile 18, 2026

Il Pakistan e gli aiuti dell’FMI, con l’incognita dell’import di petrolio dalla Russia

L’Assemblea Nazionale del Pakistan ha adottato il progetto di legge finanziaria per il 2022/2023, passo importante per arrivare gradualmente all’ottenimento dei prestiti del Fondo Monetario Internazionale. Il governo applicherà misure di tassazione per soddisfare le richieste dell’organismo internazionale: imporrà una “poverty tax” e altre imposte (ad esempio sui carburanti). E allora sembrerebbe che l’accordo tra FMI e Islamabad si possa trovare: il ministro delle Finanze Miftah Ismail ha annunciato al primo ministro Shehbaz Sharif la possibilità che il Pakistan ottenga dal Fondo due miliardi di dollari invece che uno. Ma Sharif a sua volta dichiarato che il Paese deve giungere finalmente a una sua autonomia economico-finanziario per non dover più dipendere dagli aiuti internazionali e affermare così la sua piena sovranità politica: secondo lui non bisogna “piangere sul latte versato”, perché dopo 75 anni di indipendenza il Pakistan non deve dimostrare nulla a nessuno. Tuttavia resta l’urgenza di trovare nuove forniture di petrolio a prezzi più convenienti per far girare l’economia. Il ministro dell’Energia Musadik Malik dice che sta valutando la possibilità di importare dalla Russia, e a questa finalità ha chiesto ai suoi esperti di studiare l’effettiva realizzabilità di una fornitura di Mosca. Pesano i dubbi delle eventuali sanzioni occidentali, mentre non è chiaro se la Russia accetti veramente di vendere petrolio al Pakistan a un prezzo di favore. Il precedente governo di Islamabad si era già rivolto al Cremlino con questa richiesta. Intanto però dal Ministero vogliono capire se questo genere di acquisto abbia una convenzienza maggiore rispetto all’import dal Medio Oriente.

FONTE: https://strumentipolitici.it/pakistan-cerca-laccordo-con-lfmi-e-valuta-di-importare-petrolio-dalla-russia/

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