Luglio 20, 2024

La disciplina fiscale relativa ai rimborsi spese per i lavoratori è molto complessa e contiene una serie di ipotesi, in misura e a condizioni diverse, nel caso di rimborsi chilometrici per le trasferte fuori e dentro il Comune dove ha sede l’azienda, ci sono alcuni adempimenti del datore di lavoro che andremo a vedere.

Inoltre, ci sono anche dei casi più particolari, in cui il rimborso non è sempre spettante per intero. I rimborsi che le aziende garantiscono per gli spostamenti di lavoro dei propri dipendenti, infatti, sono soggetti a una disciplina differenziata, che comprende ipotesi in cui gli indennizzi concorrono a formare il reddito e, altre in cui sono previste delle forme di esenzione.

Per quanto riguarda le trasferte di lavoro fuori dal Comune in cui ha sede l’azienda, bisogna tenere separate le trasferte con assegnazione ad uso promiscuo dell’autovettura aziendale, da quelle effettuate con il mezzo proprio. Nel primo caso si rientra nella categoria fringe benefit, nel secondo, nei rimborsi chilometrici.

Rimborsi chilometrici, trasferte fuori e dentro il territorio comunale

Gli indennizzi per le spese documentate di trasferte fuori il territorio del comune non sono imponibili, il che vuol dire che la restituzione non è inquadrata come retribuzione o trattamento economico aggiuntivo.

È fondamentale che tutti i costi sostenuti durante la trasferta fuori comune siano tracciabili e dispongano dei documenti necessari per accertarne l’esistenza.

Il testo unico delle imposte sui redditi prevede tre tipi di rimborso della trasferta: forfettario, analitico e misto. Ognuno ha soglie diverse di esenzione e differenti modi per calcolare la somma imponibile.

La qualificazione della trasferta tiene conto della collocazione della sede di lavoro abituale, ed è questa a far testo anche quando il lavoratore parte della propria abitazione. In questo caso è prevista un’apposita disciplina che potete approfondire sul sito https://www.rimborsichilometrici.it/.

L’importo del rimborso chilometrico può variare e dipende dalla tipologia del mezzo, dalla distanza percorsa e dai coefficienti presenti nelle tabelle ACI.

Ci sono regole diverse per le trasferte nel proprio territorio comunale, in questo caso l’indennità viene considerata una sorta di retribuzione aggiuntiva, a fare da eccezione sono i rimborsi per gli spostamenti tramite vettore, ma solo nel caso di apposita documentazione che provi il viaggio e i costi sostenuti.

Quindi, escluse le spese del vettore, le altre spese di viaggio sono imponibili, comprese quelle del tragitto casa lavoro.

 Calcolo rimborso chilometrico

Il calcolo dell’ammontare del rimborso chilometrico da corrispondere al lavoratore dipendente viene fatto tenendo conto di due tipologie di costi di percorrenza presenti nelle tabelle ACI:

  • Proporzionali: tutte le spese correlate al grado di utilizzo del veicolo (carburante, manutenzione, ect…)
  • Non proporzionali: tutte quelle svincolate dall’utilizzo del veicolo(Assicurazione R.C.A, tassa, ect..)

L’azienda può decidere di riconoscere solo la parte dei costi proporzionali e in questo caso il rimborso è interamente deducibile se l’autovettura ha 17 cavalli fiscali a benzina o 20 cavalli fiscali a diesel.

Oppure, può riconoscere i costi proporzionali e una parte dei non proporzionali, quest’ultimi vengono computati in base a criteri oggettivi che tengono conto sia dell’uso personale della vettura, che di quello lavorativo.

 

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