Bulgaria, forti polemiche per lo sgarbo anti-russo

Bulgaria, forti polemiche per lo sgarbo anti-russo

In Bulgaria si sono avute quattro tornate elettorali in 18 mesi, di cui l’ultima il 2 ottobre. E nemmeno con essa è stato possibile formare un governo stabile, così il Paese è retto da un gabinetto ad interim nominato dal presidente Rumen Radev. Per l’inaugurazione della nuova assemblea, il protocollo tradizionale impone che vengano invitati i corpi diplomatici dei Paesi stranieri che hanno un’ambasciata in Bulgaria. Stavolta, però, alcuni partiti con una riunione speciale hanno deciso di non estendere questa usanza l’ambasciatrice russa Eleonora Mitrofanova e all’ambasciatore bielorusso Nikita Leshukov. Sono stati i partiti della coalizione “Bulgaria Democratica” a volere l’esclusione, data la loro ufficiale ostilità verso la Federazione Russa e il suo alleato, la Bielorussia. Il protocollo non è vincolante, ma va comunque seguito: è quanto sostengono invece i partiti che volevano che tutti gli ambasciatori fossero invitati. Dei sette partiti che hanno ottenuto dei seggi alle ultime elezioni, ben tre desiderano che Sofia abbia dei buoni rapporti con Mosca e con Minsk: sono Balgarski vazhod (Ascesa Bulgara), Vazrazhdane (Rinascita) e il BSP (il Partito Socialista). L’ex ministro degli Esteri Kristian Vigenin, esponente del BSP, ha definito come un gesto di “assoluto dilettantismo” diplomatico questo sgarbo anti-russo: se proprio volevano mostrare contrarietà alla politica russa, potevano farlo tramite i canali ufficiali, dice Vigenin. È una ripicca di bassa lega, che non trova alcuna giustificazione nel diritto internazionale o nella politica estera, dato che i rapporti con la Federazione Russa non sono in discussione e non hanno subito alcuna violazione. Il Partito Socialista, così come il presidente Radev, è contro l’invio di armi all’Ucraina e contro le sanzioni alla Russia, ma è invece per la risoluzione pacifica e negoziale delle crisi. FONTE: https://strumentipolitici.it/la-bulgaria-revoca-le-sanzioni-al-carburante-russo-e-si-rifiuta-di-armare-lucraina/