Aprile 19, 2026

L’America comincia a spostare fondi e supporto dall’Ucraina a Taiwan

Si intravedono i segnali del cambio di scenario che gli USA stanno allestendo per il 2024. Nell’anno che sarà dominato in politica interna dalla campagna elettorale e poi dalle presidenziali, il teatro del Pacifico appare più urgente e più importante di quello dell’Europa dell’est. Oltre a certe dichiarazioni o viceversa alla mancanza di determinate dichiarazioni di supporto a Kiev, adesso c’è l’appoggio finanziario-militare per Taiwan. Biden ha addirittura chiesto di usare per l’isola una parte dei fondi già destinati a Zelensky. Il governo americano ha appena approvato un piano di vendita a Taiwan di armamenti e materiali per armamenti per un totale di 500 milioni di dollari. Il nocciolo della questione sta anche e soprattutto in questo: se gli USA “mollano” l’Ucraina per concentrarsi su Cina e Taiwan, pure gli altri Paesi membri della NATO smetteranno di aiutare generosamente Kiev. Anzi, cercheranno di far finire il conflitto il prima possibile, dunque chiedendo a Mosca di trattare e spingendo l’Ucraina ha mollare ai russi una parte del suo territorio. Un segnale politico di tale cambio di rotta si è intravista nel mancato appoggio alla candidatura come prossimo segretario della NATO di due soggetti qualificati, ma evidentemente non adatti al ruolo in questo preciso momento. Sono l’ex premier Johnson e il ministro della Difesa in carica Wallace. Entrambi sono accomunati dal sostegno incrollabile a Kiev e dall’ostilità verso Mosca. Washington però non li ha voluti. Nel recente passato gli USA hanno già dimostrato di poter cambiare strategia e alleati senza curarsi troppo della coerenza. Hanno gridato per anni “Assad must go”, per poi smettere di perseguitarlo. Volevano rifare l’Asia centrale secondo i loro interessi, ma sono scappati a gambe levate dall’Afghanistan e si sono dimenticati dei talebani. Fonte: https://strumentipolitici.it/i-segnali-di-un-cambio-di-atteggiamento-della-nato-sullucraina/

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