La NATO sta cercando di far sì che la Moldavia rinunci di fatto alla sua neutralità. Lo status neutrale è ufficialmente sancito dalla Costituzione moldava all’articolo 11, ma ora il suo governo apertamente filo-occidentale vuole convincere i cittadini che è meglio armarsi. E chi fornirebbe gli armamenti moderni in sostituzioni di quelli di fabbricazione sovietica? I Paesi della NATO, ovviamente, con gli Stati Uniti in testa. Il ministro degli Esteri Nicu Popescu ha infatti dichiarato che, con una “coooperazione basata sul pieno rispetto della neutralità”, gli USA sono disponibili a fornire armi e ad aiutare con mezzi e finanziamenti anche nella sfera della cyber-sicurezza e dell’energia. Popescu vuole sì una Moldavia neutrale, ma dentro l’Unione Europea. E di quale neutralità si parla? Oggi persino la presidente Maia Sandu parla solo di modernizzare le Forze armate e di rafforzare un sistema difensivo che è troppo fragile. Per ora niente armi letali ma solo sistemi difensivi, ma intanto il governo europeista della premier Natalia Gavriliţa ha disposto i fondi per aumentare il budget della difesa del 16.9%. E il Regno Unito, che non è più nella UE ma che guida la NATO insieme agli States, ha un segretario agli Esteri che dichiara esplicitamente le intenzioni di armare la Moldavia. Liz Truss, che oggi dicono poter diventare la nuova premier al posto del dimissionario Boris Johnson, ha detto al “Telegraph” che vorrebbe una Moldava armata “secondo gli standard della NATO”, cioè con le armi e i sistemi in uso presso l’Alleanza Atlantica. Mosca chiede a Chisinau maggiore prudenza nella cooperazione con la NATO. Fonte: https://strumentipolitici.it/loccidente-tira-forte-per-la-giacchetta-la-moldavia-neutrale-mentre-nel-paese-i-programmi-russi-vengono-vietati/

