Luglio 18, 2026

Mercato azionario, giornata negativa in tutta Europa

Le borse europee vivono un'altra giornata difficile, zavorrate dai nuovi timori riguardo alla marcia dell'inflazione e alla prospettiva ingombrante di una recessione globale. Non risollevano l'umore del mercato azionario neanche le parole della Lagarde sullo scudo anti-spread. Va detto anche che il numero uno della BCE ha precisato che "si sono scatenate forze che cambieranno il paesaggio in cui operiamo".

Il bilancio sul mercato azionario

mercatiIl mercato azionario di Milano termina la giornata con il FTSE MIB in discesa dell'1,21%. L'indice principale termina la giornata a 21.834 punti.
Si muove al contrario il FTSE Italia All-Share, che aumenta rispetto alla vigilia arrivando a 24.166 punti.Nel panorama europeo spicca il calo di Francoforte, dove il DAX cede l'1,73%. Anche il CAC40 di Parigi cede terreno, finendo a -0,98%. Londra è poco mossa (-0,15%). Scendono anche Madrid -1,57%, Amsterdam -0,36%, mentre Wall Street, pochi giorni dopo che l’S&P 500 ha cominciato il Bear Market, viaggia incerta.

I dati di Milano

La giornata di Piazza Affari ha visto scambiare un controvalore di 1,56 miliardi di euro, meno di ieri. I volumi scambiati sul mercato azionario sono stati 0,39 miliardi di titoli.
Per quanto riguarda i singoli titoli, brilla apparentemente Saipem, che segna +6,98% mentre i diritti arretrano del 69,54%. Chi ha fatto trading a breve termine 15-30 minuti ha avuto una giornata pesante.

Giornata nera per CNH Industrial, che ha terminato la giornata con -4,25%.
Seduta pesante per le banche (Unicredit -2,37% ed Mps -8,61%) ma soprattutto per il settore auto. L'industria dell’auto si pone tanti dubbi dopo lo stop UE a benzina e diesel entro il 2035. Intanto Stellantis segna una discesa di 2,79%.

Il mercato valutario

Sul fronte valutario, scende ancora l'Euro che torna sotto quota 1,05 rispetto al DollaroL'indice del biglietto verde intanto supera il livello di 105 ed a breve distanza da un massimo di due decenni di 105,79 raggiunto il 15 giugno. Gli investitori si sono precipitati nel rifugio sicuro del biglietto verde tra dati economici negativi e osservazioni da falco da parte dei funzionari della Federal Reserve.

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