Tutti almeno una volta si sono imbattuti nel pluriball: questo termine inglese indica quel famoso foglio di plastica che, intervallato da bollicine d’aria, avvolge e protegge i prodotti durante il trasporto. Ma da dove deriva? La storia dietro a questo prodotto è molto particolare e vale la pena conoscerla: come tante scoperte avvenute nel corso della storia, anche il pluriball è stato frutto di casualità.
Torniamo indietro nel tempo e approdiamo negli anni ’50, più precisamente nel 1957: una coppia di ingegneri, Alfred Fielding e Marc Chavannes, erano intenti a lavorare in un garage adibito a laboratorio nel New Jersey, Stati Uniti. Il frutto del loro lavoro portò al pluriball conosciuto oggi in tutto il mondo, ma inizialmente venne concepito per un utilizzo completamente diverso: i due ingegneri crearono il pluriball in veste di carta da parati! Fielding e Chavannes, infatti, cercavano un rivestimento per pareti che fosse semplice da pulire. Una volta commercializzata questa invenzione, però, non si ottenne il successo sperato. Da questo fallimento i due inventori si ingegnarono nuovamente fino ad arrivare ad una nuova ed inaspettata conclusione qualche anno dopo: la loro creazione era ottima nel rivestimento di imballaggi a fini protettivi durante il loro trasporto. Il pluriball così impiegato ha dato il via alla fondazione della Sealed Air Corporation nel 1960.
Oggi comprare il pluriball è semplicissimo ed è utilizzato in tutto il mondo proprio per proteggere prodotti di qualsiasi natura da urti e cadute accidentali, ad esempio nel corso della spedizione di un oggetto impacchettato o nel bel mezzo di un trasloco. Inoltre esiste un particolare pluriball di colore rosa dalle proprietà antistatiche: gli articoli elettronici da esso avvolti sono così protetti dai danni di eventuali cariche esterne.
Ma il suo impiego non finisce qui: tutti sono stati attratti da questi film di plastica pieni di bollicine, perfette da scoppiare grazie ad una semplice pressione. Esso è un vero e proprio antistress: come è stato dimostrato da studi scientifici condotti a riguardo, scoppiettare tra le dita le famose bollicine aiuterebbe a distendere i nervi e ad affrontare la quotidianità con più calma.
Il pluriball è protagonista di utilizzi sempre più alternativi: anche il mondo dell’arte riconosce la grande versatilità della scoperta di Fielding e Chavannes! Bradley Hart, statunitense, ha incentrato la sua intera carriera di artista nell’impiego di questo materiale, utilizzando pluriball come una tela bianca su cui dipingere… a modo suo. Infatti, iniettando vernice colorata all’interno di ogni singola bollicina, ha dato vita a numerosi ritratti: da Marilyn Monroe a Steve Jobs, ricreati tramite questa particolare tecnica.
Il famosissimo pluriball viene oggi impiegato anche in attività impensabili. L’entusiamo nei confronti di questo involucro di plastica non sarebbe stato tale senza l’errore compiuto, seppur inconsapevolmente, dai due ideatori durante le loro sperimentazioni nel New Jersey.
