Che Dio sia misogino, noi donne lo sappiamo da sempre… convinte come siamo, e come lo sono tutti, qui in Occidente, che l’origine della misoginia affondi nel cristianesimo. Nulla di più errato: misoginia e maschilismo, assai prima dell’avvento del cristianesimo, erano ben radicati nella società della Grecia antica ed ottimamente espressi dai suoi celebrati filosofi, primo fra tutti
Aristotele.
Innanzitutto che cos’è la misoginia? Il dizionario recita così:
Atteggiamento di avversione o repulsione per la donna,manifestato nei confronti del sesso femminile da uomini o anche da altre donne.
Aristotele, filosofo, matematico, politico, ecc… il più misogino, forse,dei filosofi greci, convinto di una superiorità naturale del maschio sulla donna, non esita a sentenziare:
“L’uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l’altra ubbidisce, nell’uno v’è il coraggio della deliberazione, nell’altra quello della subordinazione.”
E ancora:
“La femmina è un maschio mancato!”
Nonostante l’apertura alle donne nella sua scuola, ecco quanto anche Pitagora andava sentenziando ed affermando:
“C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna.” e ciò nonostante gli importanti contributi che le donne pitagoriche dettero alla dottrina della sua Scuola.
Chiaramente provocatorio appare invece Platone ed ambigua la sua posizioni, allorché nella sua “Repubblica” offre considerazioni sulla donna che gli fanno dire:
“Le donne di questi nostri uomini siano tutte in comune, e nessuna conviva in privato con nessuno; inoltre anche i figli siano comuni, e il padre non conosca il figlio, né il figlio il padre. ”
Se altrove è per la partecipazione delle donne, qui la donna è considerata un “oggetto” e peggio, una “proprietà comune”.
Anche se, per molti aspetti appare innovativo per l’epoca, Platone non abbandona tratti maschilisti.
E cosa dire di Esiodo che con il suo “Vaso di Pandora” attribuisce tutti i mali del mondo alla donna?
Con il mito di Pandora si dà colpa di tutti i mali del mondo a una donna;così come l’Eva della Bibbia, anche Pandora è incolpata di tutto:
Secondo il racconto tramandato dal poeta Esiodo, l’umanità viveva ancora senza mali né affanni, quando un giorno, Pandora per curiosità non aprì un vaso ricevuto in dono da Giove con la raccomandazione di non aprilo. Pandora, invece, non tardò a farlo. Con quel gesto, però, vennero liberati tutti i mali del mondo: gelosia, vizio,vecchiaia , malattia, ecc… sul fondo rimase solo la Speranza la quale non fece in tempo ad uscire. Il mondo, però, divenne un luogo desolato e triste e Pandora tornò a riaprire il vaso per far uscire anche la Speranza.
Questa mentalità ha attraversato i secoli e raggiunto i nostri giorni e, insieme alla Bibbia, contaminato di misoginia la nostra cultura e le due religioni monoteiste: Cristianesimo e Islamismo.
E’cambiato qualcosa nei secoli?
Succede in ogni ambiente, ma soprattutto nell’ambiente di lavoro, ecc… che si discuta di una donna, si facciano critiche o apprezzamenti sul suo aspetto fisico, bellezza.fascino, gradevolezza fisica, a prescindere dalla competenza professionale e dalla femminilità. La donna relegata spesso ad un ruolo decorativo ed esteriore, mediante un complimento, una battutina, una galanteria, che molto spesso le donne stesse accettano ritenendo quasi “normale” questo comportamento, ma, sempre più spesso, violenza fisica oltre che verbale.
Non sono pochi, anche oggi, gli intellettuali riconosciuto come misogini, tra questi spiccano Schopenhauer o Nietzsche.
Complessato, geloso e irascibile, Schopenhauer non poteva non essere anche misogino:
«Le donne sono il sexus sequior, sesso inferiore in ogni senso, fatto per stare in disparte e sullo sfondo». Sono «puerili, futili e di vista corta. In una parola, restano per tutta la vita dei grandi fanciulli» scrive con acredine dettata forse dagli insuccessi con le donne e il tormentato rapporto con la madre.
In tarda età, però, scriverà:
«Non ho ancora detto la mia ultima parola sulle donne: credo che, se una donna riesce a sottrarsi alla massa, e quindi a sollevarsi al di sopra di essa, è destinata a crescere continuamente, molto più di un uomo».
Tardiva resipiscenza? Forse e forse no!

