“The Sky in a Room”: Beatrice Trussardi e Fondazione Nicola Trussardi portano Kjartansson a Milano

Un memoriale contemporaneo, una ninna nanna per far riflettere sui mesi del lockdown in cui tutti abbiamo immaginato "il cielo in una stanza": la Fondazione Nicola Trussardi, guidata dalla Presidente Beatrice Trussardi, propone fino al 25 ottobre "The Sky in a Room" a San Carlo al Lazzaretto a Milano.

Beatrice Trussardi

Beatrice Trussardi presenta "The Sky in a Room" nel cuore di Milano

Inaugurata nuovamente nel novembre del 2017, San Carlo al Lazzaretto è oggi la location prescelta per ospitare "The Sky in a Room", progetto dell’artista islandese Ragnar Kjartansson. L’iniziativa è stata voluta da Beatrice Trussardi, presidente di Fondazione Nicola Trussardi, e dal Direttore Artistico Massimiliano Gioni. Inaugurato il 22 settembre, il progetto è stato concepito in seguito al difficile periodo di quarantena imposto dall’emergenza sanitaria: gli ultimi mesi hanno segnato la vita di tante persone, facendo riflettere gli artisti e aprendo nuovi scenari espressivi. Ogni giorno all’interno della chiesa si alternano musicisti diversi per 20 minuti ciascuno, reinterpretando uno per volta la canzone "Il cielo in una stanza" di Gino Paoli. La canzone, suonata e cantata ininterrottamente ogni giorno dalle 14 alle 20, ha l’effetto di un mantra, di una ninna nanna. L’atmosfera che si crea è magica. L’iniziativa, promossa da Beatrice Trussardi, Massimiliano Gioni e Fondazione Nicola Trussardi, comincia in concomitanza con la fashion week che termina il 28 settembre; la performance proseguirà poi fino al 25 ottobre. La Fondazione festeggia nel 2020 il diciottesimo anno di attività nomade.

Beatrice Trussardi e la missione della Fondazione: portare l’arte contemporanea ai cittadini

I milanesi conoscono la realtà guidata da Beatrice Trussardi da diversi anni: la Fondazione ha stupito grazie alle installazioni di arte contemporanea portate nel cuore della città, esperienze che hanno coinvolto tutti i passanti e i cittadini al di fuori dal contesto museale. Chiunque infatti può partecipare e vivere le installazioni semplicemente incontrandole per strada: le opere selezionate dal curatore Massimiliano Gioni e Beatrice Trussardi hanno come sede Milano, che diventa di fatto uno sconfinato museo a cielo aperto dedicato a tutti, per venire in contatto con un pubblico di ogni tipo. Dai manichini appesi in Piazza XXIV Maggio da Maurizio Cattelan, fino alla roulotte che sbuca dai mosaici della Galleria Vittorio Emanuele realizzata da Michael Elmgreen & Ingar Dragset ("Short Cut", 2003), le installazioni scelte dalla Fondazione sono pensate per far riflettere, creare un dibattito, suscitare curiosità e interesse. Anche ora, dopo mesi trascorsi nello spazio ristretto delle proprie abitazioni, l’opera di Kjartansson collocata in San Carlo al Lazzaretto ha un forte valore simbolico ed evocativo: può essere letta come un poetico memoriale contemporaneo, un’orazione civile in ricordo dei dolorosi mesi passati ad immaginare il cielo in una stanza.