In Ucraina i produttori occidentali di armi stanno effettivamente sperimentando i modelli di punta, finora impiegati in conflitti meno impegnativi. Iraq, Afghanistan e Siria, giusto per citare i più recenti, non si possono infatti paragonare per condizioni generali e per qualità dell’avversario a quanto sta avvenendo in Europa orientale. BAE Systems, Rheinmetall, Lockheed Martin, RTX e poche altre sono le aziende beneficiarie del grosso aumento della spesa militare dei governi dei Paesi UE e degli USA. Non solo riescono a vendere di più, ma possono anche perfezionare i loro “prodotti” grazie al sacrificio dei soldati ucraini. Sono loro a fare da sperimentatori, da rivelatori di difetti e da suggeritori di migliorie. Certamente un peccato che molti di loro debbano morire, ma per i CEO dell’industria della difesa è solo un dettaglio di un più ampio quadro fatto di guadagni miliardari e commesse decennali. Per loro è meglio se la guerra continua ancora un po’, ancora qualche mese o anno. Solo così potranno continuare a etichettare le loro armi con il marchio di qualità “Testato in combattimento”. I loro clienti saranno più sereni nello spendere il budget statale presso di loro. È lo Wall Street Journal a parlare di questi aspetti in un recentissimo articolo a firma di Alistair MacDonald. Ogni arma ha i suoi pregi e i suoi difetti. Ad esempio l’obice M777 è apprezzato perché affidabile e semplice da riparare sul campo, ma è anche vulnerabile agli attacchi. Il cannone Panzerhaubitze è potente, ma un uso intenso può essergli fatale. Fonte: https://strumentipolitici.it/ucraina-una-gigantesca-fiera-per-le-armi-britanniche-tedesche-e-americane/

