La settimana scorsa è stata caratterizzata soprattutto dalle importanti dichiarazioni di Jerome Powell, che ha gettato un seme importante per gli investitori tanto del mercato azionario quanto di quello valutario.
Nel suo intervento al simposio di Jackson Hole infatti il presidente della Federal Reserve ha aperto la porta al taglio dei tassi di interesse, come mai aveva fatto prima d’ora.
Lo scontro Trump-Powell sui tassi di interesse
Ancor prima che si insediasse alla Casa Bianca, Donald Trump aveva fatto pressioni continue affinché la Federal Reserve tagliasse il costo del denaro. Spesso i suoi attacchi a Jerome Powell hanno sconfinato anche nell’infulto. Sarà stato felice l’inquilino della Casa Bianca di sentire cosa ha detto Powell venerdì scorso riguardo alla possibilità di allentare la politica monetaria statunitense.
Il mercato è convinto dei tagli
Il cambio di rotta da parte di Powell ha immediatamente avuto delle forti ripercussioni sul mercato. I futures hanno prezzato all’84% il taglio dei tassi di interesse di 25 punti base a settembre, e vedono anche la possibilità di un allentamento di 100 punti base entro metà del 2026.
Il dollaro è precipitato di schianto rispetto all’Euro e alle altre valute principali. L’index nel biglietto verde è sceso verso 97, creando un lap gap trading (oggi tuttavia si assiste un timido rimbalzo). Anche Wall Street ha brindato, chiudendo l’ultima seduta della scorsa settimana con un guadagno di quasi 1,5% che ha rovesciato il bilancio della settimana.
Il dato macro chiave di questa settimana
La decisione di tagliare i tassi di interesse sembra ormai ben indirizzata, anche se i mercati aspettano un appuntamento importante per questa settimana. Venerdì Infatti verrà pubblicato l’indice PCE, che è la misura dell’inflazione preferita dalla Federal Reserve.
Secondo le aspettative, l’inflazione dovrebbe raggiungere il livello più alto dalla fine del 2023, al 2,9%. Un dato in linea con le attese potrebbe definitivamente spingere gli investitori a prezzare un taglio dei tassi di interesse nel meeting del 16-17 settembre prossimo. Un dato più basso invece potrebbe ridurre leggermente le aspettative di tagli FED. Per questo chi negozia il dollaro farebbe bene a utilizzare il trailing stop loss, lo strumento che consente di “seguire” il prezzo.

