Nella riunione di politica monetaria di febbraio, la Banca centrale di Inghilterra assume un atteggiamento decisamente accomodante, perché oltre a tagliare i tassi di interesse – come previsto – preannuncia ulteriori sforbiciate in futuro.
La decisione sui tassi di interesse
La sforbiciata decisa a febbraio è stata di 25 punti base. Questo porta i tassi di interesse al 4,50%. La novità di questa terza sforbiciata del ciclo di allentamento (cominciato ad agosto scorso) è che la decisione è stata unanime.
Nessuna voce fuori da coro, mentre nell’ultima riunione c’era stato un voto contrario. Anzi, due membri del comitato di politica monetaria, tra qui il membro hawkish Catherine Mann, avrebbero voluto un taglio di 50 punti base in questa riunione.
Approccio molto accomodante
All’interno della Bank of England emerge quindi un approccio molto dovish, anche se l’istituto avverte che il percorso di taglio dei tassi di interesse procederà in modo graduale, visto che l’inflazione continua ad essere persistente. Il governatore Andrew Bailey ha dichiarato che la speranza è ridurre ulteriormente i tassi, ma tutto avverrà riunione dopo riunione.
Il mercato ritiene che ci saranno altri 3 tagli nel corso del 2025, con una ammontare complessivo di circa 1 punto percentuale (fonte notizia Pocket Option link).
Previsioni economiche
La Bank of England ha anche rivisto al ribasso le prospettive di crescita per quest’anno, anche se si aspetta un miglioramento nella seconda parte del 2025. Riguardo all’inflazione, la banca prevede che l’inflazione di CPI raggiungerà il 3,7% nel terzo trimestre del 2025, prima di tornare gradualmente all’obiettivo del 2%.
La reazione del mercato
Dopo la riunione della BoE, il mercato ha penalizzato la sterlina britannica. Il cambio GBPUSD è sceso arrivando a toccare un minimo giornaliero di 1.235, dopo aver vissuto alcuni giorni di ripresa. Il cambio tra le due valute ha realizzato un morning star pattern trading. Questo succede perché la divergenza delle politiche Fed e BOE che potrebbero favorire la forza dell’USD.
Invece il rendimento dei titoli di Stato a 10 anni è sceso sotto il 4,4%, toccando il punto più basso da metà dicembre.

