Il percorso di riduzione del costo del denaro in Argentina prosegue. Settimana scorsa infatti la banca centrale dell’Argentina ha deciso di ritoccare ulteriormente al ribasso il tasso di interesse di riferimento, portandolo al 32%. Si tratta di un taglio del 3%. Anche il tasso di interesse sui pronti contro termine attivi è ridotto dal 40% al 36%.
Perché è stato possibile tagliare i tassi di interesse
Quella appena effettuata è l’ottava sforbiciata da quando è diventato presidente Javier Milei, in carica da dicembre 2023. All’epoca del suo insediamento il tasso di interesse di riferimento era del 126%.
La scelta di tagliare i tassi di interesse deriva dal calo delle prospettive di inflazione. Nel mese di ottobre, il tasso di inflazione annuale nella nazione era al 193%, il livello più basso in undici mesi, e ha segnato il sesto mese consecutivo di allentamento della pressione sui costi.
Le previsioni della banca centrale inoltre vedono all’orizzonte un ulteriore discesa, che potrebbe portare per l’anno in corso un tasso del 118,8%.
Le condizioni dell’economia argentina
Per quanto riguarda la crescita economica del paese sudamericano, il PIL sudamericano si è ridotto dell’1,7% su base annua nel secondo trimestre del 2024. E’ stato il quinto trimestre di contrazione, dovuto principalmente al calo della produzione manifatturiera, dell’edilizia e del commercio all’ingrosso e al dettaglio. La produzione industriale è diminuita del 2% su base annua a ottobre, segnando il diciassettesimo mese consecutivo di contrazione.
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Il peso sul mercato valutario
Sul fronte valutario, il peso argentino scambia rispetto al dollaro a quota 1012 (USDARS), con l’indicatore Aroon forex che si trova in equilibrio. Nell’ultimo anno il rapporto di cambio tra le due valute è salito del 80% circa. Tuttavia il dollaro parallelo (quello che il Argentina chiamano “blu“) è sceso a 1.045 pesos argentini. La differenza tra cambio ufficiale e quello parallelo è appena del 3%, mentre a dicembre 2023 la forbice era del 178%.
Il miglioramento delle prospettive del Paese si riflette anche nel giudizio recente di Fitch Ratings, che ha aggiornato il rating di default degli emittenti a lungo termine dell’Argentina a ‘CCC’ da ‘CC’, riflettendo una maggiore fiducia nella capacità del paese di far fronte ai prossimi pagamenti obbligazionari in valuta estera.

