È una giornata particolarmente nervosa sui mercati finanziari. Le politiche commerciali aggressive di Donald Trump, che minaccia tariffe al 25% contro l’Unione Europea, stanno agitando gli investitori.
La promessa di nuove tariffe
Oltre ad annunciare l’entrata in vigore di dazi contro Messico e Canada, che saranno efficaci a partire dalla prossima settimana, la Casa Bianca anche ribadito che ad aprile intende imporre tariffe del 25% sulle importazioni dall’Unione Europea.
La minaccia ha innescato subito una controreazione del vecchio continente, visto che un portavoce della Commissione Europea ha dichiarato che ci sarà una reazione “salda e immediata” contro gli ostacoli ingiustificati ai liberi commerci.
Mercato nervoso
Le escalation di tensione sul fronte commerciale ha innervosito gli investitori. Le borse europee viaggiano in discesa, ma ancora più sta soffrendo l’euro. Il cambio tra valuta unica e dollaro (EURUSD) è scivolato infatti verso 1,04, sui minimi di diverse settimane. Gli indicatori di volatilità trading sono cresciuti negli ultimi giorni.
Invece il dollaro si sta rafforzando grazie anche ai segnali di resilienza dell’economia a stelle e strisce. Le stime sul PIL americano hanno dimostrato una crescita del 2,3%.
La Banca Centrale Europea
In questo contesto, settimana prossima si svolgerà il meeting della Banca Centrale Europea, dalla quale i mercati si aspettano un altro taglio di 25 punti base ai tassi di interesse. La pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria intanto evidenzia che i membri del consiglio direttivo sono fiduciosi che l’inflazione convergerà verso il basso, e che ci sia bisogno di fornire stimoli a un’economia che viaggia a rilento. Tuttavia reputano necessario muoversi con cautela sul fronte dei tagli al costo del denaro. Una delle ragioni è proprio la guerra di tariffe innescata dal presidente Donald Trump.
NB. Quando si negozia l’euro fate attenzione all’eventuale incrocio medie mobili 50 e200, perché può inviare un segnale rialzista o ribassista.
Dati macro
Sempre nell’Eurozona, gli ultimi dati macroeconomici hanno evidenziato che il sentiment è cresciuto a 96,3 nel mese di febbraio. Si tratta di una notizia incoraggiante perché è il livello più alto degli ultimi 5 mesi.

