Rendimento BTp trentennale al minimo, ma c’è ancora spazio per una discesa

Negli scorsi giorni il Bond del Tesoro italiano ha toccato nuovi massimi storici. Il rendimento dei BTp è infatti scivolato sotto 1,80% e molti si chiedono se sia pussibile un ulteriore calo nelle prossime settimane.

BTp e rendimento

rendimento BtpQuello di cui stiamo parlando è il Bond con scadenza trentennale che è stato emesso dal Tesoro a gennaio scorso. Quindi in un periodo nel quale non si poteva immaginare minimamente che sarebbe scoppiata l’emergenza Covid. In quello stesso periodo c’erano molti timori riguardo al rating debito sovrano italiano, già in odore di declassamento.
Da allora in poi ne è scorsa di acqua sotto i ponti, e il prezzo del BTp settembre 2050 e cedola 2,45% ha superato 113, su nuovi massimi. Nel frattempo invece il rendimento è sceso ai minimi, davvero molto bassi visto che parliamo di un trentennale. Ancora più eclatante è considerare che durante la pandemia il rendimento era quasi doppio, ovvero 3,05% lordo.

Ciò che interessa però agli investitori, è se ci siano altri margini di crescita per il futuro, tenuto conto che negli ultimi 5 mesi il prezzo ha guadagnato più del 25%. Chi ha dimestichezza e tempo da dedicargli, potrebbe costruire un grafico Ichimoku sul BTp, e sapendo cosa sono le nuvole Ichimoku cloud, vedere cosa suggeriscono.

Lo spazio per una discesa ulteriore

A primo impatto si potrebbe pensare che, visti i rendimenti già così ridotti, non ci sia spazio per una discesa ulteriore. Però se ci voltiamo attorno, possiamo notare che le obbligazioni sovrane rendono negativamente un po’ ovunque in Europa, e che quelle italiane rendono ancora di più rispetto ad altri mercati dell’Eurozona. Questo però il debito sovrano italiano è considerato ancora più rischioso degli altri.

Ma la cosa sta progressivamente cambiando. La percezione di maggior rischio si attenua e per questo gli spread tra Italia e Germania si stanno restringendo, pur restando insieme a quelli della Grecia i più alti di tutta l’area. La risposta alla domanda se ci si può attenrre una ulteriore discesa è quindi ancora avvolta nel dubbio. Bisognerà vedere se in autunno ci sarà la temuta seconda ondata di contagi, che porterebbe a nuovi “lockdown”. E bisognerà anche vedere la politica a Roma e le turbolenze sociali come verranno gestite. Tutti fattori di rischio per il già traballante debito pubblico tricolore.