Aprile 18, 2026

Prezzo del petrolio a picco dopo la decisione a sorpresa dell’Opec+

Il cartello dei produttori di greggio ha deciso di dare una spallata vigorosa al mercato. L’OPEC+ aumenterà ulteriormente la produzione a giugno, ma in misura più forte rispetto al programma originario, innescando così un brusco calo del prezzo del petrolio in questo avvio di settimana.

Aumento di produzione e prezzo del petrolio

petrolioNella riunione che si è svolta sabato, in anticipo di due giorni rispetto a quanto inizialmente programmato, otto dei produttori di greggio hanno deciso che nel mese di giugno l’aumento dell’offerta sarà di 411.000 barili al giorno. Quasi il triplo rispetto al programma di aumento graduale deciso mesi fa. Si tratta del secondo aumento consecutivo mensile, che arriva peraltro in un momento in cui il prezzo del petrolio si trova già fortemente sotto pressione.

La pressione sulla quotazione di mercato

Nei giorni scorsi la mossa era già stata anticipata, anche se non vi era alcuna certezza che sarebbe giunta. Questo perché Brent e WTI già stavano affrontando giorni complicati a causa del timore che la battaglia commerciale innescata da Trump possa provocare una forte frenata dell’economia globale, spingendo così al ribasso la domanda di oro nero. Il prezzo del petrolio viaggiava così a cavallo dei 60 dollari per barile (per i prezzi aggiornati si veda Pocket Option nuovo link), decisamente basso.

La mossa dei produttori ha acuito questa debolezza, visto che oggi il prezzo del petrolio viaggia in discesa di diversi punti percentuali, e i segnali trading gratis puntano tutti sul ulteriore ribasso delle quotazioni.

Il cambio di rotta dell’Arabia Saudita

Dietro la mossa dell’Opec+ c’è una decisa virata strategica soprattutto da parte dell’Arabia Saudita, che riesce a produrre a costi più bassi rispetto a molti altri concorrenti e quindi può assorbire meglio il calo del prezzo del petrolio, anche se si dovesse prolungare per molti mesi. In sostanza i minori introiti verrebbero compensati da un conseguente aumento di quota del mercato, visto che a questi prezzi molti produttori verrebbero tagliati fuori dalla competizione. Ciò Ha provocato forti tensioni interne all’interno del cartello, in special modo con il Kazakistan che invece ha aumentato la produzione dei propri giacimenti.

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