Polizza Unica del Volontariato: la protezione ideale per le Onlus

Le persone che operano all’interno di un’associazione benefica no profit probabilmente hanno una certa familiarità con la Legge Quadro sul Volontariato (n. 266/91), che nel nostro paese regolamenta tutte le attività ricadenti nell’ambito del Terzo Settore.
In attesa che venga deliberata ufficialmente e attuata la riforma sul Terzo Settore, per la quale c’è stata un importante via libera da parte del Parlamento qualche mese fa, la L. 266/91 rimane tuttora il punto di riferimento giuridico per il volontariato italiano.
Giovani volontariLa Legge Quadro sul Volontariato, che il prossimo mese di agosto supererà l’importante traguardo del suo primo quarto di secolo, è innanzitutto una fonte normativa che riconosce il mondo del volontariato, il suo impegno e le associazioni; ma si tratta anche di uno strumento che sancisce diritti e doveri.
Essendovi la possibilità che i volontari siano impegnati in attività potenzialmente pericolose per la loro salute o per la loro incolumità fisica, oppure tali da poter provocare – anche se involontariamente – danni a terzi, la legge riporta un preciso riferimento all’obbligo di tutelare mediante assicurazione tutti i volontari.
Per soddisfare questo fondamentale requisito è bene che le Onlus si affidino a strumenti assicurativi affidabili e completi, come la Polizza Unica del Volontariato proposta da Cavarretta Assicurazioni alle associazioni di tutta Italia.
Pienamente rispondente ai tre requisiti stabiliti dalla legge, ovvero tutela contro infortuni, malattie e per la responsabilità civile (RC), la Polizza Unica del Volontariato ha nella sua flessibilità e possibilità di personalizzazione due punti di forza che la distinguono rispetto alle altre polizze rivolte al Terzo Settore.