Luglio 17, 2024

Oelandino Greco “Io penso ad un universo infinito”Giordano Bruno

“Io penso ad un universo infinito”

Come tutti gli uomini in anticipo sui loro tempi, ebbe un destino infelice. Infelice non soltanto per il triste epilogo della sua avventura terrena, ma soprattutto per l’impossibilità di comunicare liberamente il suo messaggio ai contemporanei.

“Io penso ad un universo infinito”

 

Trovarsi a Campi dei Fiori, una delle più belle piazze di Roma,   avendo di fronte la statua del Monaco eretico, conduce la mente a viaggiare indietro nel tempo e ad immaginare lo stupore della gente dell’epoca illuminata dal Bagliore del fuoco assassino. Come tutti gli uomini in anticipo sui loro tempi, ebbe un destino infelice. Infelice non soltanto per il triste epilogo della sua avventura terrena, ma soprattutto per l’impossibilità di comunicare liberamente il suo messaggio ai contemporanei.

Fu proprio nel febbraio del 1600 che in Piazza dei fiori, condannato come eretico dalla Chiesa, veniva bruciato vivo il filosofo Giordano Bruno. La meraviglia della statua eretta al grande pensatore, da tutti considerato un martire della libertà, induce alla riscoperta del suo pensiero filosofico sul mistero dell’esistenza e sulla creazione ed espansione dell’universo.

 

Giordano Bruno si colloca nell’ambito di quei filosofi che attuarono la rivoluzione copernicana e la rottura con il vecchio mondo. La sua concezione fu definita “ panteistica” e teorizzava un Dio infinito che si esplica nel mondo esso stesso infinito ovvero costituito da una infinità di mondi. Dio stesso si identifica con tutte le cose, anzi ne costituisce l’anima profonda. Compito dell’uomo è scoprire Dio nelle cose e unirsi a Lui superando la trascendenza divina.

La concezione di Bruno era inconciliabile con la dottrina della Chiesa, ma ciò che si contesta a quest’ultima è il suo radicalismo e la pretesa di imporre con metodi estremi la sua verità. 

 

Questa è una storia che comincia da lontano. La prerogativa principale degli imperatori, a cominciare da Carlo Magno, era quella di assolvere al compito di “defensor fidei” contro gli avversari esterni (i musulmani) ed interni (gli eretici), questi ultimi i più pericolosi perché minavano l’unità della cristianità. Contro gli eretici si indicevano addirittura delle crociate. Innocenzo III ordinò una crociata contro i Valdesi di Francia.Fu uno sterminio. Alcuni riuscirono a fuggire e ripararsi in Italia, da Torino cercarono rifugio fino in Calabria soprattutto a Guardia Piemontese.

 

Il tribunale dell’Inquisizione, affidato ai Padri Domenicani, aveva il compito di giudicare gli eretici e di convincerli, anche ricorrendo alla tortura, ad abiurare l’eresia. Se qualcuno si rifiutava, veniva consegnato al “braccio secolare” ( l’autorità politica) che eseguiva la condanna a morte. Ma la Chiesa voleva controllare anche la cultura. Il Concilio di Trento istituì l’indice dei libri proibiti dove venivano inclusi i libri che andavano contro la “fede e i costumi”. L’arma della Chiesa era la scomunica che colpiva l’autore del libro, l’editore e chi lo comprava. Curiosando tra questo “Index librorum proibitorum”, si può constatare che la maggior parte dei libri di filosofia e di altre materie nel corso degli anni vennero messi all’indice e ne fu proibita la lettura. Giordano Bruno fu una vittima illustre di questo ambiente dove dominava il radicalismo e la repressione di ogni forma di dissenso. 

 

Giordano Bruno, come Galileo, fu processato ma a differenza di quest’ultimo si rifiutò di rinnegare il proprio pensiero e come Socrate subì la condanna a morte e l’autorità politica esegui’ la sentenza con Papà Clemente che accese il Rogo.

 

Difficile trovare una ratio a tante azioni sbagliate se non la smisurata pretesa di esercitare il potere sulla politica, sul pensiero e sulla cultura. Si pensi all’Inquisizione, alla caccia alle streghe, al processo contro Galilei e Bruno tanto che, dopo tre secoli, Giovanni Paolo II ha sentito il bisogno di chiedere perdono. Non sempre, contrariamente a quanto affermava Hegel, la storia è stata una cattiva maestra, scritta dai detentori del potere. A volte l’uomo impara dalla storia. 

 

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