Luglio 21, 2024

Niger, schiaffo indiretto alle sanzioni antirusse UE

Con le sanzioni, giunte ormai all’11 “pacchetto”, l’Unione Europea ha sperato invano di mettere in ginocchio la Russia e magari cambiarne persino il governo. Pure gli USA sanzionano da anni qualunque Paese non si allinei alle loro politiche, dunque la Russia non ha fatto eccezione. E invece le eccezioni le hanno dovute fare proprio Bruxelles e Washington, che hanno accuratamente evitato di colpire quei settori e quei prodotti che sono loro assolutamente indispensabili per far funzionare le proprie economie. Oppure che sono stati salvati grazie alla pressione di lobby potenti e “intoccabili”, come quella dei diamanti in Belgio. Il settore nucleare russo è stato graziato perché senza l’acquisto di uranio e di combustibile atomico, le centrali americane si fermano. Quelle francesi potevano contare fino ad oggi sulle materie prime del Niger, ma dopo il colpo di Stato le carte sul tavolo sono state rimischiate. Il nuovo governo di Niamey bloccherà le esportazioni? Imporrà condizioni finalmente eque al commercio con la ex madrepatria? Comunque vada, è uno schiaffo a Parigi, che insieme a Washington forse dovrà dipendere ancora di più da Mosca. Di certo, l’Occidente è sempre di meno l’arbitro dei destini del mondo, come ancora crede di essere. Le sanzioni UE sono inutili e controproducenti. Il prossimo inverno potrebbe dimostrarlo definitivamente ai cittadini europei, presi in giro e danneggiati dai loro stessi governi in nome di pelosi interessi economici e politici spacciati per doveri morali e solidarietà. Pure il gasdotto TSGP (Trans-Saharan Gas Pipeline) adesso è stato rimesso in dubbio. Senza il gas africano, per il Vecchio Continente sarà ancora più difficile scaldarsi e mandare avanti l’industria. Fonte: https://strumentipolitici.it/i-cambiamenti-in-niger-mettono-a-rischio-la-sicurezza-energetica-delleuropa/

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