Aprile 18, 2026

Mimmo Leonetti i sentieri di vita

Il libro I Sentieri di vita dell’avv. Mimmo Leonetti, che porta avanti con scrupoloso impegno e concreta fattività il “Centro Europeo Informazioni”, fonda, con competenza e sicurezza di mezzi, esperienza religiosa con quella d’amore, contrapponendo filosofia e senso della vita alla vanità e alla morte. Egli si dice certo che prima di parlare occorre imparare e che prima di emettere sentenze bisogna sondare le profondità del proprio essere, per potere estirpare dalla mente e dal cuore il tarlo dell’odio e riconsegnare alla vita delle storie significative come testimonianze da non mummificare in un museo. Nella nostra società, che si basa sul consumismo e sull’apparire, il denaro non è tutto; sono la pace e la concordia le virtù e le risorse non effimere dell’uomo. Meditando il passo di Pindaro, che celebrò l’eroismo nei suoi Epinici, che sono specchio della sua vita e del suo spirito, l’avv. Leonetti addita anch’egli le più alte vette ideali, dicendo che il destino dell’uomo non si riassume nelle tre parole: peccati, infelicità e morte, ma in altre tre parole, che si scrivono con le lettere maiuscole: Salvatore, Amore, Vita.

I sentieri conducono al tempio dell’amore e della fratellanza, in cui ognuno si vota al bene degli altri. È vero, come ricorda, che nell’uomo “coesistono il meglio e il peggio”, ma è soprattutto la fiducia che toglie l’uomo dalla pozzanghera e della triste agonia. D’altronde l’avv. Leonetti, dietro tanti esempi virtuosi (di ieri e di oggi) e tante dotte citazioni da autori classici, non vuole affacciarsi alla finestra, bensì lavorare con coscienza e dare espressione compiuta alla rinascita interiore non aleatoria, né astratta. La sua cultura, in breve, è distacco dagli affanni e dallo scoramento: “Se ti scoraggi nel giorno dell’avversità, la tua forza è poca”. Egli si eleva dalle umili vicende della realtà quotidiana e tinge le sue riflessioni esistenziali e soprattutto sociali nei colori vividi e piacevoli, che si radicano nell’amore, nella fede, nelle testimonianze della Sacre Scritture, delle Lettere, dei Salmi, per ripudiare il pessimismo e la disperazione. I passi da lui tratti dai migliori libri hanno accenti di modernità: le meditazioni sul tempo che passa, sul dolore, sulle guerre sanguinose, sulle fatiche umane non sono angustianti trovate, né umani raggiri, ma impegno costante e difesa a oltranza della laboriosità, dell’etica, della virtù, dei valori e dell’onore: “Un buon nome vale più di grandi ricchezze, e la ricchezza altrui più dell’argento e dell’oro”.

La cultura dell’avv. Leonetti è come una mina deflagrante al servizio della gente e la sua responsabilità civile è fattivamente indirizzata alla Calabria produttiva. Il suo non è il canto d’Iperione, che s’aggira sul mondo dove gli uomini non trovano tranquillità e pace e cadono, a poco a poco, lungo gli anni, come acqua montana che balza giù di rupe in rupe, fino a scomparire. Mimmo Leonetti lavora e s’adopera per dare a tutti la risoluzione di problemi, per essere cioè al di sopra di tutto, contro le prevaricazioni e le ingiustizie, che talora si commettono finanche nelle aule dei tribunali, cercando sempre il sorgere della luce e della fruttuosa speranza. Egli ripete, quindi, la massima di Qoelet: “Chi bada al vento non semina mai e chi osserva le nuvole non miete”.

Dello stesso autore, Leonetti riporta l’aforisma, che in un breve giro di parole stimola a riflettere sul significato della collaborazione e della solidarietà: “Meglio essere in due che uno solo, perché due hanno un miglior compenso nella fatica. Infatti, se vengono a cadere, l’uno rialza l’altro. Se uno aggredisce, in due gli possono resistere e una corda a tre capi non si rompe tanto presto”.

Anche nel campo dell’amicizia vale considerare che quelle riannodate richiedono cure maggiori delle amicizie che non hanno mai avuto incrinature o rotture.

Diversa la posizione dell’avv. Leonetti da quella espressa nel Saggi da Michel Montagne Eyquen, che fece in essi l’autoritratto, fissando un carattere, un aspetto, il mondo di se stesso, mentre l’avv. Leonetti, nei Sentieri di vita, studia e ritrae gli altri, la società, collaborando alla costruzione di un universo più sereno e giusto. Il suo mondo è quello degli altri e il suo discorso non è utopistico, ma s’innerva sulla conquista di un sapere fecondo, che s’illumina di luce di verità, senza indulgere, nelle quotidiane avversità e difficoltà, a evasioni o a sogni “sotto alte smorte nubi di rassegnazione”.

Pillole di saggezza e forza creativa sono in queste massime o in questi epigrammi, che ci portano a confronto del dinamico contro lo statico, del positivo tolto dal negativo, del divenire oltre l’essere, del crescere insieme dentro la capacità di produrre e di comunicare.

Nella sua narrativa, Alda Merini ha privilegiato spesso figure erotiche e motivi sarcastici; Patrizia Cavalli ha cavalcato l’ironia e il diarismo sentimentale, Mimmo Leonetti, nei Sentieri di vita, sceglie i fiori più belli e profumati dal giardino dei valori, che egli coltiva e conosce bene, come David la sua cetra, lanciando a tutti la sfida a vivere con un cuore nuovo, vale a dire a umanizzarsi.

Il Centro Europeo Informazioni, di cui l’avv. Mimmo Leonetti è prestigioso presidente, ha i toni del rappel à l’ordre, alla produttività e soprattutto all’onestà, delineando i confini di un orizzonte culturale e morale in cui le radici comunitarie siano di una continuità più forte e significativa di ogni innovazione.

Il forte interesse del Centro Europeo Informazioni è rivolto al rilancio della cultura e, in particolare, del turismo, inteso come piacere di viaggiare, sia per diletto sia per apprendere, e come mezzo di ricchezza e scambio di conoscenza fra i popoli. Lo staff della rivista “Calabria produttiva”, che ha come direttrice responsabile Adele Filice, fa di continuo il punto sul contesto territoriale della Calabria, caratterizzato da una decisa presenza di risorse naturali, di varietà culturali e gastronomiche (testimonianze di antiche civiltà, persistenza di tradizioni culturali), diversità di religioni (come quella valdese predicata a San Vincenzo La Costa e a Guardia Piemontese), di etnie (italo-albanesi e grecaniche), di antichi mestieri. Si sa che le suddette risorse spingono i flussi turistici, che prediligono un determinato luogo dove la funzione d’attrazione è costituita non soltanto dal patrimonio paesaggistico, ma da altri elementi come quelli archeologici, religiosi, artistici, storici, culturali.

Quanto detto porta a concludere che l’avv. Mimmo Leonetti ha tracciato i Sentieri di vita, con una finalità dominante: liquidare quei discorsi inutili e quei disegni politici e oratori, che non escono dai luoghi comuni, dai programmi che macinano acqua, e che dispongono la produttività culturale ed economica soltanto a vantaggio di pochi privilegiati e non di tutti.

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1 commento su “Mimmo Leonetti i sentieri di vita”
  1. “le nostre vite finiscono quando taciamo difronte alle cose davvero importanti”!
    Caro riporto questa frase che tu hai stampato sul tuo scritto “essere laico tra cristiani e islamici”, ritengo che nel tuo saggio siano racchiusi i valori che noi perseguiamo nel tentativo di rispettare le diversità altrui e soprattutto nell’enfatizare la libertà altrui!
    Un bel e profondo concetto.
    Grazie per l’ennesimo spunto di riflessione Emilio Attina ‘

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