Marocco :uno stato di diritto

Il Tribunale distrettuale di Tel Aviv (israele) ha recentemente pronunciato una sentenza che per due aspetti  punta a riconoscere il Regno del Marocco uno “Stato di diritto” e non, come molta stampa tenta di fare uno “stato di polizia” . La controversia legale presentata al tribunale israeliano era chiamata a dirimere la questione tra una nota ONG e una società informatica israeliana . La prima, sosteneva che il programma informatico della seconda , fosse utilizzato da alcune nazioni , tra cui recentemente il Marocco per violare gli apparati informatici di presunti oppositori chiedendo la revoca della licenza di vendita. Il tribunale , dopo una attenta analisi dei fatti e delle prove ha respinto la richiesta dell’ ONG in quanto la stessa non avrebbe fornito le prove circostanziali sufficienti a sostenere in giudizio la propria tesi.  La richiesta di fornire prove documentali era giunta anche dal Regno del Marocco che in rapporto di questa ONG era stato tirato in causa per il presento utilizzo di questo sistema informatico. La sentenza del tribunale israeliano è importante sotto due aspetti il primo legale. Infatti, vagendo in Israele il principio dello stare decisis , questa sentenza andrà a costituire un precedete giuridico importante. La seconda , perché indirettamente sostiene la stessa linea delle autorità marbandieraocchine le quali, non si sono mai negate al dialogo ma hanno semplicemente chiesto di fornire prove sicure e documentate.  Proprio partendo da questo fatto , supportato indirettamente da una sentenza di un tribunale di un’altra nazione, ci permette di sottolineare che il Regno del Marocco sia uno stato di diritto democratico nel quale, come in ogni nazione che si richiama a questi principi e nel quale la corrispondenza privata, le comunicazioni tra soggetti sono garantiti e la loro inviolabilità è sacra. Del resto, la sacralità della parola, della sua espressione è un caposaldo di tutti coloro che amano la democrazia , nel senso reale del concetto e non in un mera espressione lessicale.

Marco Baratto