Giugno 15, 2024

Legge quadro volontariato, la nascita di un diritto

L’alluvione di Firenze del 1966, prima, e i terremoti del Friuli e dell’Irpinia, hanno dimostrato che in Italia c’era la necessità di disporre di una organizzazione che fosse in grado di gestire in modo attivo le emergenze che naturalmente tendono a verificarsi.

Ecco perché in questi ultimi 50 anni la protezione civile ha capito che c’era la necessità di aprire una sezione che si dedicasse esclusivamente al volontariato e che fosse in grado di operare rispettando sia le persone che la legge. Durante gli avvenimenti di cui sopra ci fu una grande mobilitazione dei cittadini che furono spinti alla collaborazione e che si offrirono in modo volontario e spontaneo per dare supporto alle persone in difficoltà.

Qui proprio in queste circostanze che si comprese l’entità del bisogno e che si comprese anche che c’era la necessità di un sistema solido che fosse in grado di organizzare ma anche gestire in modo preciso questa “forza lavoro” che si presentava in modo non organizzato e che andava impiegata e valorizzata in modo da essere utile sul campo.

La solidarietà attiva delle persone andava organizzata, insomma. Ecco come nacque il volontariato di protezione civile: c’era il bisogno concreto di garantire il diritto di essere soccorsi ma anche di avere una associazione che fosse in grado di farlo con professionalità qualora ci si trovasse in caso di emergenza. Dalla tutela del benessere della comunità alla legge quadro volontariato il passo è stato breve.

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