Il babà (o babbà) è, insieme alla pastiera, il dolce più rappresentativo della tradizione culinaria partenopea. Preparato con un soffice impasto a lunga lievitazione e arricchito con rum, limoncello o altri alcolici, esso rappresenta una delle eccellenze più conosciute e apprezzate anche al di fuori dei confini nazionali, diventando un vero e proprio brand venduto persino su internet tramite piattaforme web per la consegna di torte a domicilio. Non tutti, però, sanno che l’origine del babà non è napoletana, e neppure italiana.
Le origini del babà
Il babà napoletano nasce dall’evoluzione del babka ponczowa, un dessert polacco lievitato a lungo e caratterizzato da una consistenza morbida e spugnosa. Secondo quando si racconta, il merito della nascita del dessert che fece da antenato al babà napoletano è di Stanislao Leszczinski, re di Polonia nel corso della prima metà del XVIII secolo. In quegli anni, l’impero russo era decisamente più potente e ,’esercito zarino, guidato da Pietro il Grande, avviò una campagna espansionistica che raggiunse anche la Polonia. Re Stanislao, imparentato con il Re di Francia Luigi XV e deposto dalle armate sovietiche, accettò come ricompensa la sovranità sul Ducato di Lorena, dove realizzò una sorta di circolo mecenate, radunando l’intellighenzia dell’epoca.
A questo punto, la storia si mescola al mito nel raccontare come l’ex sovrano, malinconico e annoiato, richiedesse un quantitativo imponente di dolci ai propri cuochi, per compensare la noia da palazzo e la frustrazione. In quel periodo, tra una sperimentazione e l’altra, il re era solito consumare anche dosi ingenti di alcol, rum in particolare. Una sera, arrivato al terzo o quarto bicchiere di rum, il sovrano chiese alla servitù un dessert per addolcire la propria bocca. Vedendosi recapitare per l’ennesima volta il kugelhupf, dolce tipico della zona, lo spazzò via con un colpo di mano, scaraventando lontano il dolce che andò a finire la propria corsa sulla bottiglia di rum. I sapori si mescolarono, la pasta del kugelhupf assunse un’altra colorazione e il sovrano, assaggiata la nuova creazione, ne rimase sedotto. Stanislao assegnò al dolce il nome babka ponczowa, in onore di Alì Babà, personaggio della letteratura molto amato dal regnante.
Dalla Lorena, il dessert giunse fino a un’affermatissima pasticceria parigina, subendo la storpiatura del nome in Baba. Fu lì che le maestranze napoletane recatesi in Francia per perfezionare la propria tecnica dolciaria acquisirono la conoscenza del babà, che introdussero anche nel Regno di Napoli, per non lasciarlo mai più andare via.
