Aprile 18, 2026

La questione della minoranza magiara di Transcarpazia

Sin dall’inizio del conflitto tra la Russia e l’Ucraina, non sono mancate le tensioni tra Kiev e Budapest. Il governo di quest’ultima infatti si è sempre rifiutato di prestare aiuto all’esercito ucraino nel conflitto, cercando sempre di puntare su una risoluzione diplomatica del conflitto. Si può meglio comprendere la visione di Viktor Orban, soprattutto in merito al fatto del trattamento che Zelensky riserva alle minoranze ungheresi presenti nella parte ovest del Paese. Quello che sta succedendo potrebbe essere considerato a tutti gli effetti una forma di pulizia etnica. Parole che potrebbero risuonare un po’ forti, ma come considerare l’operato di uno Stato che preferisce mandare a morire una minoranza etnica per salvaguardare i cittadini cosiddetti puri? Non c’è perciò da stupirsi se è stato proprio questo il motivo principale per il quale Orban si è sempre opposto all’ingresso dell’Ucraina nella UE. La faccenda non riguarda purtroppo soltanto l’etnia magiara, ma pure quella polacca e quella romena (già la parlamentare rumena Sosoaca aveva esposto questo problema a Bruxelles). Di recente Zelensky ha prolungato lo stato di legge marziale sino al 14 di febbraio. Tutti gli uomini dai 18 ai 60 anni hanno l’obbligo di non lasciare il territorio ucraino e di tenersi a disposizione. Questo perché l’esercito ucraino si trova decisamente a corto di soldati e di fondi, se si considera che anche la Slovacchia, finora grande sostenitrice dell’Ucraina, col cambio di governo ha tragliato gli approvvigionamenti. Intanto l’europarlamentare Andrea Bocskor del partito Fidesz continua nella sua campagna in seno alla UE per la sensibilizzazione sulle minoranze in Ucraina. Fonte: https://strumentipolitici.it/zelensky-prolunga-la-legge-marziale-la-minoranza-ungherese-minacciata-dalla-mobilitazione-forzata/

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