Ci sono discreti spiragli di luce dopo aver attraversato un tunnel molto buio. Lo dicono gli Indici IFO riguardanti le imprese tedesche. Nel suo report mensile, l’istituto teutonico ha evidenziato che il sentiment dell’industria nazionale da maggio a giugno è salito da 79,7 punti a 86,2. Si tratta dell’ascesa più veloce da quando l’istituto ha iniziato a monitorare il clima tra le aziende tedesche nel 1990.
La fiducia delle imprese tedesche
Il dato IFO sposta il calendario di alcuni mesi, riportandoci ai valori che c’erano prima dello scoppio della pandemia, a marzo. Non c’è ancora un ottimismo sfrenato da parte delle imprese tedesche, questo è evidente, ma secondo gli imprenditori il peggio è ormai da considerarsi alle spalle. Anche l’IFO relativo al settore dei servizi denota un aumento, che non riguarda solo il futuro ma pure la condizione attuale. Bene anche il comparto costruzioni. Ancora più interessante è il fatto che questi dati giungano dopo quelli altrettanto positivi di martedì. Ieri infatti l’indice delle attività economiche aveva sorpreso positivamente i mercati.
Ripresa a V? Dipende…
In molti adesso credono possibile una ripresa a V. Se non ci saranno però nuovi scossoni esterni. Quali? Una nuova ondata di contagi. In sostanza secondo le imprese tedesche la ripresa economica sarà forte, se la situazione coronavirus rimarrà costi, progredendo costantemente.
Ma la preoccupazione per un nuovo rialzo dei contagi rimane, anche per chi fa CFD trading (significato). Ed anzi la fa da padrona sui mercati europei. Non a caso i principali listini europei sono in netto ribasso, dopo i ralzi di ieri. In Germania ad esempio, il Dax che perde nel primo pomeriggio oltre il 2%. E più o meno sono tutti allineati su questi livelli. Il timore di una seconda ondata è alimentato dai dati sul Giappone (55 nuovi casi dalla revoca dello stato di emergenza, lo scorso 25 maggio) e degli Stati Uniti, dove la situazione si fa sempre più critica soprattutto in Texas e Arizona.
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Il timore di un’altra guerra commerciale
Va detto che assieme al timore Covid, permane anche quello riguardante le questioni commerciali. Negli Stati Uniti si torna infatti a parlare di dazi sulle importazioni dall’Europa. Si parla di circa 3,1 miliardi di dollari in tariffe addizionali su prodotti in arrivo da Francia, Spagna, Regno Unito e naturalmente Germania. Questo spiega perchéil cambio EUR/USD stia scendendo di nuovo.
