Aprile 18, 2024

Il fenomeno del bradisismo ieri e oggi

di Carlo CG Gen16,2024
Il fenomeno del bradisismo ieri e oggi

Il 2023 è stato un anno difficile per i puteolani: il fenomeno bradisismico, già in ripresa dal 2015, ha raggiunto il suo apice tra la primavera e l’autunno dello scorso anno. L’intensificarsi della velocità di sollevamento del suolo, infatti, ha portato ad una forte impennata sismica con la quale i cittadini hanno dovuto confrontarsi nel quotidiano, perché per diversi mesi le scosse non hanno dato tregua. Nei vari mesi dell’anno che si è appena concluso, si sono susseguiti vertici a vari livelli per poter studiare il fenomeno da vicino e per poter affrontare tutte le problematiche connesse alla sicurezza dei cittadini e ad un’eventuale evacuazione.

Ciò che è stato evidente in questo tempo è stata la reazione dei cittadini al fenomeno. Pur mantenendo alto l’interesse e l’attenzione, la maggior parte dei cittadini flegrei si é mostrata poco disponibile ad un eventuale allontanamento dalla città.
Tale posizione è stata evidente soprattutto in coloro che hanno vissuto le precedenti evacuazioni, in particolar modo quella collegata alla crisi bradisismica dell’83-84. All’epoca Pozzuoli fu suddivisa in svariate ZONE. I cittadini residenti nella “ZONA A” furono evacuati lungo il litorale Domitio. La permanenza durò circa due anni con non pochi disagi e ricadute negative sui vari ambiti sia pubblici che privati.

Attualmente un dato che emerge e che rimbalza all’unisono è la necessità di migliorare la resilienza dell’area dei Campi Flegrei. I cittadini devono essere formati ed indirizzati ad assumere comportamenti virtuosi in caso di criticità, sia in relazione al rischio sismico che a quello vulcanico. Per tale motivazione sono stati realizzati incontri di formazione sia per i volontari di protezione civile che per i cittadini. Anche nelle scuole si è fatta formazione, soprattutto negli istituti scolastici situati nella zona della caldera.

Allo stesso tempo tutti gli stabili sia pubblici che privati presenti nell’area devono garantire la sicurezza statica. Per tale motivazione, infatti, è di recente emanazione da parte del Governo il “Decreto Bradisismo” che si propone proprio di perseguire queste finalità. Dai sopralluoghi effettuati negli edifici pubblici di Pozzuoli, alla luce delle forti scosse dei mesi settembre – ottobre 2023, sono emerse delle situazioni critiche che hanno portato alla evacuazione di due scuole, quella materna di Agnano Pisciarelli e la scuola primaria Trincone sita proprio al Rione Solfatara. Mentre la prima, dopo un adeguamento di sicurezza ha riaperto i battenti, lo stesso non è stato per l’Istituto Trincone che è ancora ospite presso il plesso Marconi.

Non sono mancate le polemiche tra le varie componenti politiche, della vecchia e della nuova amministrazione e anche da parte del Ministro Musumeci (Ministro della Protezione Civile) che ha dichiarato la necessità di lavorare sodo sul territorio flegreo per recuperare 60 anni di ritardi. Dopo un incontro con la Commissione Grandi Rischi, fu proprio il Ministro Musumeci a lanciare nel mese di novembre un allarme su un probabile passaggio dell’area dei Campi Flegrei a “zona arancione” che poi fu ritrattato dopo un incontro con i Sindaci a Flegrei a Roma. Il passaggio in arancione corrisponde ad un “pre-allarme”.
I bollettini settimanali emanati dall’INGV già nella stessa settimana in cui Musumeci fece queste ardite considerazioni, smentivano categoricamente una situazione di rischio imminente. La ricaduta negativa da tale enfatizzazione dei fatti si è di sicuro avuta a livello economico con una temporanea riduzione dei flussi turistici nella zona di Pozzuoli.

Nelle ultime settimane la situazione sembra essersi assestata: il bollettino settimanale dell’INGV del 2 gennaio ha confermato che da ben tre settimane non si registrano deformazioni del suolo rilevanti; i terremoti, di scarsissima intensità, nella settimana che va da Natale a Capodanno, sono stati appena 6. Dagli approfondimenti e dagli studi degli esperti dell’INGV si è appreso che non vi è nessuna variazione significativa dei parametri geochimici, per cui è pacifico ritenere che non si evidenziano elementi tali da suggerire significative evoluzioni a breve termine.

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