Luglio 12, 2024

Gli effetti negativi sui Paesi europei dei corridoi di solidarietà all’Ucraina

Il viceministro bulgaro dell’Agricoltura, Georgi Sabev, ha illustrato la posizione di Sofia rispetto alla vicenda che sta rompendo la coesione nella UE rispetto alla solidarietà all’Ucraina. Si tratta dei corridoi, detti appunto “di solidarietà”, che dovevano agevolare le esportazioni ucraine per risollevare l’economia di Kiev, prostrata da mesi di intenso conflitto. Gli effetti collaterali di questo progetto si sono rivelati molto spiacevoli per il settore agrialimentare degli Stati UE confinanti con l’Ucraina. Come spiega Sabev, invece di essere canali di transito per favorire l’export, questi corridoi hanno inondato di grano, miele e altri alimentari i mercati di Bulgaria, Ungheria, Slovacchia, Polonia e Romani. Prodotti che sono a prezzo ribassato, così basso da alterare pesantemente i mercati nazionali. Il motivo del prezzo iper-concorrenziale è che su questi articoli non vengono più applicati i dazi doganali e le altre tariffe solitamente dovute. Il motivo era appunto di favorire l’export ucraino, ma il risultato è stato di rovinare i mercati nazionali di diversi Paesi. Così tali Paesi, Romania esclusa, hanno deciso di imporre unilateralmente misure protettive per rimediare almeno parzialmente al danno. In questo modo, però, il mercato unico si è spezzato e la Commissione è rimasta a guardare. La scadenza delle agevolazioni europee è il 5 giugno e Sabev chiede di provvedere immediatamente a stabilire cosa si farà dopo quella data. Una compensazione finanziaria per i produttori bulgari certamente non è la soluzione giusta, sostiene il viceministro. Meglio sarebbe allungare l’elenco dei prodotti su cui – in maniera condivisa e generale – applicare nuovamente dei dazi. Fonte: https://strumentipolitici.it/la-solidarieta-allucraina-ha-messo-in-crisi-leconomia-di-diversi-paesi-europei-parla-il-viceministro-bulgaro-dellagricoltura/

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