ERNIA ROMA : ERNIA FEMORALE O CRURALE CHIRURGO CARLO FARINA

ERNIA ROMA femorale o crurale il Chirurgo specialista CARLO FARINA .
Il nome di ERNIA ROMA femorale detta anche crurale deriva dalla sua sede: l’anello femorale o crurale. Questo è uno spazio situato al di sotto della piega inguinale quindi è in una posizione più bassa rispetto all’ernia inguinale.
Il Chirurgo CARLO FARINA interviene sull’ ERNIA ROMA con tecniche mini invasive.
Lo spazio in cui si inserisce l’ ERNIA CRURALE è molto ristretto e non si dilata facilmente.
Questa è la ragione per cui le ernie crurali si strozzano molto più frequentemente delle ernie inguinali. Inoltre in questo spazio ristretto devono passare l’arteria, la vena ed il nervo femorale. Per questo motivo i pazienti con ernia crurale hanno spesso dolore che si estende alla coscia ed alla gamba. È pertanto importantissimo che nel sospetto di un’ernia crurale si ci rivolga prontamente ad un chirurgo che dopo aver confermato la diagnosi organizzerà l’intervento chirurgico. La diagnosi a volte è resa difficile per la presenza di grasso ed anche l’ecografia spesso da risultati dubbi. Non è raro che le ernie crurali strozzate vengano confuse con linfonodi inguinali. Nei casi dubbi conviene comunque operare.
Il tipo di trattamento è simile a quello per l’ernia inguinale può essere trattato con una ERNIOPLASTICA CON RETE PER ERNIA CRURALE con tecnica aperta oppure con ERNIOPLASTICA LAPAROSCOPICA CON RETE.
ERNIA ROMA quali sono le TECNICHE CHIRUGICHE?
Lo SPECIALISTA CHIRURGO ROMA DOTT. CARLO FARINA parlando di ERNIA ROMA ci spiega che l’unico trattamento dell’ ERNIA INGUINALE  è chirurgico.
L’intervento si chiama: ERNIOPLASTICA. Esistono principalmente 2 tecniche per il trattamento ERNIA INGUINALE  ERNIA ROMA
ERNIOPLASTICA CON RETE
E’ la tecnica più utilizzata sia per i suoi brillanti risultati sia per la facilità di esecuzione. Una prerogativa di questo intervento è che può, nella maggioranza dei casi, essere eseguito in ANESTESIA LOCALE (cioè con delle iniezioni di anestetico locale solo sopra l’inguine).
Spesso il paziente ha timore di queste “punture” e l’anestesista lo aiuta con una leggera sedazione che evita al soggetto di vivere l’evento chirurgico come un trauma. Attraverso una piccola incisione obliqua o orizzontale sopra l’inguine, di 4-5 cm, viene reintrodotto il viscere erniato nella cavità addominale. La successiva riparazione attualmente è eseguita con una tecnica che contempla il posizionamento di una RETE in materiale non riassorbibile (ad esempio il polipropilene) che induce una reazione cicatriziale tale da creare una barriera che impedisce una ulteriore formazione erniaria.
La chiusura della ferita è eseguita con punti riassorbibili (non ci sono punti visibili sulla pelle) e cerottini impermeabili.
L’intervento generalmente dura 30-40 minuti. Dopo l’intervento il paziente potrà andare a casa accompagnato, ma necessita di una serie di istruzioni sulle fasi del decorso postoperatorio.
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