Eni, l’intervista di “Milano Finanza” a Claudio Descalzi sui conti del primo semestre

Eni, l’intervista di “Milano Finanza” a Claudio Descalzi sui conti del primo semestre

L’AD Claudio Descalzi parla a “Milano Finanza” all’indomani della presentazione dei risultati del secondo trimestre 2022: il primo semestre dell’anno è stato caratterizzato anche dalla firma di numerosi accordi per garantire nuovi flussi di approvvigionamento.

Claudio Descalzi

Eni: l’impegno per la sicurezza energetica nell’intervista all’AD Claudio Descalzi

L’AD Claudio Descalzi lo aveva sottolineato lo scorso 29 luglio in occasione della presentazione dei risultati del primo semestre: “Abbiamo profuso il massimo impegno nel garantire la sicurezza degli approvvigionamenti energetici, continuando nel mentre ad attuare la nostra strategia di decarbonizzazione”. Lo ha ribadito anche in un’intervista pubblicata all’indomani su “Milano Finanza”: nonostante il periodo di incertezza e volatilità dei mercati, Eni si è attivata prontamente per garantire nuovi flussi di approvvigionamento, come dicono gli accordi sottoscritti in Algeria, Congo ed Egitto nella prima parte dell’anno. Nel 2023, sottolinea l’AD Claudio Descalzi nell’intervista, “andranno in esecuzione altri progetti che assicureranno ulteriore gas, quindi sì, dovrò rimettermi in viaggio perché devo essere sicuro che questi accordi si realizzino”.

Claudio Descalzi: risultati record nel primo semestre 2022 per Eni

Nell’intervista a “Milano Finanza” l’AD Claudio Descalzi sottolinea il valore dei risultati presentati da Eni lo scorso 29 luglio: “I conti dei tre mesi al 30 giugno 2022 hanno registrato un utile operativo adjusted di 5,8 miliardi di euro, con un aumento del 180% anno su anno e del 13% sul trimestre precedente. Il flusso di cassa di 10,8 miliardi di euro ha coperto gli investimenti organici per 3,4 miliardi e l’intero ammontare dei dividendi. Abbiamo una neutralità di cassa già col Brent a 40 dollari, e le nostre stime per il 2022 lo indicano a una media di 105 dollari”. Numeri che hanno permesso di rafforzare il buy-back: “Lo abbiamo aumentato di 1,3 miliardi di euro portandolo a 2,4 miliardi di euro, praticamente l’importo massimo deliberato. Destiniamo all’acquisto di azioni proprie il 30% del free cash flow aggiuntivo generato dall’aumento del Brent da 90 a 105 euro. Stimiamo 130 milioni di free cash flow per ogni dollaro di variazione nel prezzo del Brent”. E a settembre esordirà il dividendo trimestrale: “Sì, abbiamo voluto assicurare continuità ai nostri azionisti”, evidenzia l’AD Claudio Descalzi spiegando come la prima rata di 22 centesimi di euro sarà pagata a settembre, per una cedola complessiva di 88 cent: “A questi prezzi, sommando anche il buy-back, offriamo un rendimento del 14%”.